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Tracciabilità, ecco gli incentivi

Tracciabilità, ecco gli incentivi

Marini: «Un brodino, meglio di nulla. Ma serve più ai consumatori»

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PRATO. «Meglio di nulla, un brodino caldo». Per dire che si tratta di una magra consolazione. Riccardo Marini, presidente dell'Unione industriale pratese, è scettico sui vantaggi che porteranno alle imprese del territorio i nuovi incentivi destinati alla tracciabilità facoltativa.

E' proprio di ieri la notizia che sta per sbloccarsi il fondo da 5 milioni di euro stanziato per le piccole e medie imprese tessili che aderiscono volontariamente al sistema di tracciabilità dei prodotti, sia per quanto riguarda la località di provenienza, sia per le fasi di lavorazione.

Come accedere agli incentivi lo dovrà stabilire un decreto attuativo, che sarà firmato nei prossimi giorni dai ministeri dello Sviluppo economico e dell'Economia. Un decreto interministeriale destinato a tutelare i prodotti made in Italy, mentre a livello europeo si continua a combattere la battaglia per il riconoscimento della tracciabilità dei prodotti.

La reazione di Marini è a metà tra apprezzamento e delusione. «Credo che la ricaduta positiva di questo provvedimento sulle aziende del distretto - sostiene - sia minima rispetto ai vantaggi per le imprese e i consumatori, dell'obbligatorietà di indicazione d'origine nei prodotti tessili provenienti dai paesi extraeuropei.

E purtroppo ho l'impressione che siano sempre meno i paesi che stanno portando avanti una battaglia per il riconoscimento della tracciabilità». Tuttavia, «speriamo almeno che mettendo a disposizione nuovi incentivi, si possa favorire un'attenzione maggiore rispetto al tema della trasparenza e - aggiunge - sensibilizzare più aziende ad aderire volontariamente a un sistema finalizzato a rendere visibile la sequenza delle fasi di lavorazione del prodotto per consumi più consapevoli».

Intanto, sul nuovo decreto interministeriale si è pronunciato anche anche Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia, esprimendo il suo apprezzamento per un progetto che ritiene avanzato rispetto al traguardo della tracciabilità, a cui guardano con interesse molte categorie produttive del made in Italy. Al momento, per Marini è ancora difficile censire le aziende sul territorio che credono nel valore della tracciabilità e che potrebbero usufruire degli incentivi.

«Il prodotto finito avrà maggiori possibilità di fregiarsi di quest'etichetta - dice - Pertanto, a livello territoriale, le aziende che potranno beneficiare degli incentivi saranno per la maggior parte del settore abbigliamento». Il presidente esprime qualche perplessità in più sui tempi di attuazione della norma: «Si è sbloccato il fondo ma manca il decreto attuativo per il quale non si sa ancora quanto ci sarà da aspettare».

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