Il Tirreno

Prato

Rubate due tele a CariPrato

Paolo Nencioni
Rubate due tele a CariPrato

Misterioso furto nell'inaccessibile Galleria Alberti

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 PRATO. Spariti, volatilizzati, dissolti nel nulla dalla sera alla mattina. Due preziosi dipinti, per un valore stimato in quasi mezzo milione di euro, sono scomparsi dalla Galleria Alberti, il salone di rappresentanza della CariPrato, ora Banca popolare di Vicenza, nella sede centrale di via della Rinaldesca.  Non è successo ieri, e nemmeno nelle scorse settimane. Il furto risale addirittura al gennaio del 2008, ma fatta eccezione per gli addetti ai lavori, nessuno ne ha saputo niente perché la notizia è stata tenuta riservata.  E' riapparsa solo grazie al recente inserimento dei due dipinti nella bacheca degli oggetti rubati e denunciati presente sul sito web della polizia.  Si tratta del "Ratto di Europa", una piccola tela a olio (47 centimetri per 30) dipinta dal pittore settecentesco Matteo Bonechi, e di un'opera attribuita al seicentesco Jusepe De Ribera, detto "lo Spagnoletto", questa molto più grande perché misura 213 per 285 centimetri. Della seconda non si conosce il titolo ma si sa che è valutata 300.000 euro, mentre della prima non c'è una valutazione precisa.  In Questura ufficialmente nessuno si ricorda i particolari di questo misterioso furto, che è stato denunciato più di tre anni fa. Si conferma soltanto che i quadri non sono stati ritrovati, altrimenti sarebbero stati tolti dalla bacheca web. Un'ulteriore conferma arriva dalla banca dati del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale: anche qui, alla voce "beni culturali illecitamente sottratti" figurano il "Ratto di Europa" del Bonechi e l'opera senza titolo dello Spagnoletto.  Che fine abbiano fatto nessuno lo sa. L'unica cosa certa è che sono spariti dal salone di rappresentanza della CariPrato, teoricamente uno dei posti in città che dovrebbero essere meglio protetti. E forse è proprio per questo che di quel clamoroso furto non fu data notizia all'epoca. Bisognava denunciarlo, non fosse altro che per motivi assicurativi, ma qualcuno può aver pensato che l'immagine della banca ne avrebbe subìto un danno.  Portare via il "Ratto di Europa", una volta superato il sistema anti-furto, non deve essere stato difficile: viste le dimensioni il dipinto può stare anche sotto una giacca. Ma il grande quadro dello Spagnoletto non poteva passare inosservato e dunque il furto deve essere stato compiuto di notte, eludendo il sistema di sorveglianza.  In realtà la Galleria Alberti contiene qualcosa di molto più prezioso. C'è una "Coronazione di spine" del Caravaggio, un Giovanni Bellini, un Filippo Lippi, ma si tratta di quadri forse troppo "ingombranti" e non per le dimensioni, opere che possono essere rubate solo su commissione. Mentre i due dipinti prescelti dagli ignoti ladri del 2008 potrebbero essere più facili da piazzare nel mercato delle opere rubate. Sia come sia, da tre anni alla Galleria Alberti mancano un paio di pezzi e lo si scopre solo ora, meglio tardi che mai.

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