Gioco
Due esposti sul Creaf «Rimborsi 6 milioni alla Provincia»
Barbara Burzi
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Cristina Attucci capogruppo del Pdl in alto il Creaf 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Sul Creaf indagherà anche il difensore civico regionale. I consiglieri provinciali delle forze di opposizione (Fli, Pdl e Lega) hanno siglato ieri mattina un nuovo esposto alla Procura della Corte dei conti e un altro, che chiama in causa l'intervento del controllore sostitutivo: lo scopo è quello di azionare il diritto della Provincia al rimborso di 6 milioni di euro da parte del Centro di ricerca. Per mantenere alta l'attenzione sul Centro di ricerca (Creaf), la commissione consiliare guidata da Riccardo Bini (Fli) effetturà mercoledì un nuovo sopralluogo per verificare lo stato dei lavori della struttura che finora è costata 22 milioni di euro. «Valuteremo lo stato dei lavori per capire gli investimenti che sono ancora necessari per rendere la struttura idonea - ha dichiarato Bini - Ad oggi non abbiamo ancora visto una lista di nomi di aziende interessate alla struttura». Qualche settimana fa la commissione aveva evidenziato una serie di problematiche legate alla realizzazione del Centro di ricerca su cui la giunta provinciale ha deciso di giocare la partita dello sviluppo economico del distretto.«Preso atto del fallimento politico del Creaf- ha detto Cristina Attucci, capogruppo Pdl - intendiamo andare avanti su questa vicenda presentando due nuovi esposti». Lo scopo è quello di indagare sul rapporto tra Provincia e Creaf: l'ente pubblico, infatti, secondo l'analisi dei consiglieri delle forze d'opposizione, non avrebbe mai attivato le procedure per chiedere il rimborso dellasomma (circa 6 milioni) anticipata precedentemente al Creaf risultando pertanto inadempiente rispetto alla legge. «In base alla norma gli enti locali non possono più finanziare le proprie società partecipate che abbiano registrato per 3 anni consecutivi bilanci in perdita - ha spiegato il consigliere Giovanni Luchetti - essendo questo il caso della società Creaf, dal primo gennaio la Provincia avrebbe dovuto azionare le leve giudiziarie per rientrare in possesso del finanziamento che scadeva al 31 dicembre 2010». Due sono gli strumenti chiamati in causa: la Corte dei Conti e il Difensore Civico regionale. «Riteniamo che sia interesse dell'ente evitare il danno economico a tutela dei cittadini - ha sottolineato - il punto è che il Creaf doveva già essere una società in grado di camminare con le proprie gambe, invece continua a essere una scatola vuota». Se il difensore civico confermerà l'obbligo di rientrare da parte della Provincia, procederà all'invio di un decreto ingiuntivo intimando all'ente il recupero dei crediti entro un determinato tempo. In caso di ulteriore inerzia, il Difensore potrà decidere di procedere con la nomina di un commissario. «Oltretutto - hanno fatto notare Bini e Attucci - veniamo a sapere che la Regione, per andare in soccorso alla Provicia, ha firmato un protocollo d'intesa siano-italiano con il Ministero della scienza e della tecnologia cinese finalizzato alla ricerca nel tessile: il rischio è quello di mettere i nostri fondi a disposizione per formare futuri manager cinesi».
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