Italia
Caso Wind: ammesse le parti civili, rinvio a ottobre
Manager accusati di calunnia Braccio di ferro in aula
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Luigi Gubitosi, ex amministratore delegato Wind 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il giudice dell'udienza preliminare Angela Fantechi deciderà il prossimo 20 ottobre se due ex manager della Wind, Paolo Dal Pino e Luigi Gubitosi, meritano di essere processati per calunnia ai danni di un imprenditore di Montemurlo, Venerino Lo Cicero. Ieri, durante l'udienza preliminare, il giudice si è limitato ad ammettere le parti civili, cioè lo stesso Lo Cicero e le sue due società, Ellegroup ed Elledue, operanti nel campo della commercializzazione di prodotti telefonici. In ballo c'è un eventuale risarcimento che non è stato ancora quantificato ma che potrebbe essere di circa un milione e mezzo di euro. Per arrivare all'ammissione delle parti civili, comunque, c'è stata uno duro braccio di ferro tra i difensori dei due manager e l'avvocato che assiste Lo Cicero, Libero Mancuso. Alla fine ha prevalso la tesi di Mancuso e se ne riparlerà il 20 ottobre, quando il giudice dovrebbe decidere anche sull'eventuale rinvio a giudizio. Il procedimento è nato indirettamente da una querela presentata dagli stessi Dal Pino e Gubitosi, rispettivamente amministratore delegato Wind Italia fino al 2006 e il suo successore, che si è dimesso un mese fa in concomitanza con un cambio nella proprietà dell'azienda, dall'egiziano Naguib Sawiris alla russa Vimpelcom. I due accusavano Lo Cicero di una serie di irregolarità nella vendita dei prodotti Wind, in particolare di aver intestato oltre mille schede telefoniche a soggetti fittizi, in gran parte stranieri, con codici fiscali fasulli. Quel procedimento, però, è finito con l'archiviazione e ne è nato un altro per calunnia nei confronti di Dal Pino e Gubitosi, solo il primo presente in aula ieri, che secondo la Procura avrebbero assunto un'iniziativa strumentale. P.N.
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