Il Tirreno

Prato

Il fisco intendeva rivalersi sugli immobili acquistati da un connazionale che aveva un debito di 117mila euro

Due giovani cinesi vincono causa contro Equitalia

Un’aula del tribunale
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Un’aula del tribunale

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 PRATO. Nel 2006 avevano acceso un mutuo fondiario alla banca Antonveneta, potendo già in parte contare sul sostegno finanziario dei genitori, per acquistare una casa e un magazzino in via Chiti al prezzo di 730 mila euro. I due giovani cinesi, di 28 e 25 anni, hanno però avuto l'amara sorpresa che sull'immobile gravava una richiesta di 117mila euro da parte del fisco. L'ex proprietario, anche lui cinese, era infatti debitore di questa somma nei confronti di Equitalia.  Ed Equitalia Polis Spa, agente per la ricossione e nell'interesse dell'agenzia delle entrate, ha citato i due nuovi proprietari davanti al tribunale di Prato chiedendo la revocatoria della compravendita. «Equitalia sosteneva - spiega l'avvocato Matteo Cecconi dello studio legale Giovannelli & Associati al quale si sono rivolti i due cinesi - che i due acquirenti avevano posto in essere la compravendita per sottrarre alle ragioni di credito dell'agenzia delle entrate gli immobili del venditore, quest'ultimo debitore». Una prassi truffaldina che, a quanto pare, è abbastanza frequente.  L'avvocato ha spiegato ai due giovani in che cosa consistesse l'istituto della revocatoria e poi li ha assistiti in giudizio dimostrando la carenza dei presupposti tecnici dell'azione revocatoria e la piena legittimità della compravendita.  Oltre al significato della revocatoria e all'insegnamento che è bene non fidarsi neanche dei propri connazionali, i due giovani cinesi hanno imparato altre due cose. La prima è che la giustizia italiana è lenta e che bisogna avere molta pazienza. Infatti la sentenza del tribunale di Prato è stata pubblicata il 28 gennaio 2011, a cinque anni di distanza. La seconda è che non bisogna perdere mai la speranza nelle battaglie legali contro Equitalia che infatti si è vista respingere la domanda di revocatoria e condannare a corrispondere ai due cinesi 10mila euro a titolo di rimborso delle spese legali. Se vorrà riavere i 117mila euro Equitalia dovrà obbligatoriamente rivalersi sull'originario debitore. Quel cittadino cinese che, in questi anni, ha pensato bene di far perdere le proprie tracce. G.C.

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