Il Tirreno

Prato

Aspiranti parrucchiere ed estetiste potranno coronare il loro sogno Presto ripartiranno i corsi

Alcune ragazze che si erano iscritte ai corsi poi sfumati
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Alcune ragazze che si erano iscritte ai corsi poi sfumati

La Provincia, insieme alla Regione, si farà carico del costo Già indetto un nuovo bando per trovare l'agenzia formativa

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 PRATO. Le 76 ragazze iscritte ai corsi organizzati dall' agenzia formativa Muliebris Artis potranno terminare il loro percorso e ottenere la qualifica di estetista e parrucchiere. La Provincia, insieme alla Regione si è accollata il costo dei corsi e ha indetto un nuovo bando per selezionare l'agenzia formativa più idonea. L'odissea delle future estetiste e parrucchiere è iniziata otto mesi fa quando, al ritorno della vacanze, la scuola non ha mai riaperto i battenti.  «Si tratta di una brutta storia - ha sottolineato la vicepresidente della Provincia e assessore alla formazione Ambra Giorgi - che ha coinvolto numerose famiglie che per pagare il corso, in alcuni casi, hanno dovuto ricorrere ad un mutuo. La Provincia ha deciso di accollarsi il costo dell' interi percorso per permettere ai ragazzi di ottenere una qualifica professionale altamente spendibile nel mercato del lavoro».  La Regione ha contribuito con 45 mila euro mentre la Provincia con 85 inoltre ha realizzato un bando ad hoc per permettere alle corsiste di terminare in modo corretto il percorso formativo. «Per ogni ragazza - ha spigato la dirigente del settore formazione Franca Ferrara - abbiamo dovuto ricostruire il curriculum scolastico, conteggiando le ore fatte e quelle perse, la frequenza ai laboratori e agli stage».  Il bando scade il 17 giugno, le domande devono essere presentate entro le ore 13, il progetto da presentare deve essere rivolto a 76 potenziali destinatari dei quali 26 devono completare il terzo anno di specializzazione per estetista, 25 frequentano il primo anno e gli altri sono aspiranti parrucchieri di cui 14 al secondo anno e 11 al primo.  «Siamo molto grati alla Provincia per l'intervento che ha realizzato in tempi rapidi - ha sottolineato Filippo De Donno in rappresentanza di tutte le famiglie - Inoltre ci ha messo a disposizione un patrocinio legale per cercare di fare causa all'agenzia formativa».  In media le famiglie hanno pagato 7 mila euro a testa. Un'ipotesi sicuramente non facile, visto che la sede di Prato, come quelle di tutta la Toscana, è stata chiusa e dei proprietari non c'è più traccia. I primi sentori che qualcosa non funzionasse si erano avvertiti già un anno fa durante i corsi.  «La Provincia - spiega Giorgi - ha il compito di vigilare sulle agenzie formative del proprio territorio, durante i controlli è emerso che c'era un alto turnover alto degli insegnanti, che gli allievi spesso venivano raggruppati in un'unica classe indipendentemente dall'anno di corso e spesso le lezioni previste non venivano fatte. Abbiamo segnalato le anomalie alla Regione che ha ritirato la concessione alla Muliebris Artis».  Né la Regione né la Provincia in ogni caso potranno rivalersi sull' agenzia formativa, in quanto la frode è avvenuta a danno dei privati.

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di Redazione web