Sicurezza
Parentopoli, baruffa tra destra e sinistra Soldi: «Denuncio»
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La sede del Consiag 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Di nuovo tensione tra maggioranza e opposizione sulla cosiddetta "parentopoli", per le resistenze, nella commissione speciale, a formalizzare la richiesta dei nomi degli assunti nelle partecipate del Comune. Richiesta però votata dal capogruppo Idv Aurelio Donzella «per rispetto della trasparenza». La prima bordata è del leghista Leonardo Soldi, membro della commissione presieduta dalla Pd Lia Vanni, che minaccia di portare le carte alla Procura della Repubblica. «La coordinatrice Vanni - attacca - non può esimersi dall'inoltrare la richiesta dei nominativi degli assunti, essendo questa la volontà espressa dalla deliberazione fatta in commissione». «Volersi appellare al garante della privacy per coprire le clientele e i nepotismi che hanno caratterizzato decenni di governo di sinistra - aggiunge - non è un comportamento accettabile». Poi l'affondo: «Sono deciso ad intraprendere qualsiasi azione che sia volta al rispetto della decisione della maggioranza. Mi riferisco alla possibilità di firmare in prima persona la lettera alle partecipate, o addirittura rivolgermi alla Procura della Repubblica per denunciare questa omissione di atto d'ufficio». Immediata la risposta del capogruppo Pd Massimo Carlesi che accusa Lega e maggioranza di «non aver coraggio e di voler scaricare sulla presidente della commissione tutte le responsabilità». «Vanni - scrive Carlesi in una nota - è persona indipendente, di assoluta moralità e al di fuori di ogni coinvolgimento negli anni passati. Soldi faccia quel che vuole». Per Carlesi si vuole spinger Vanni a chiedere la pubblicazione dei nomi «perché la maggioranza non vuole assumersi la responsabilità dell'uso che dovesse essere fatto dei nomi stessi». E' la volta poi del presidente del consiglio Maurizio Bettazzi che parla di una linea sostanzialmente condivisa individuata nella precedente riunone della commissione (29 marzo scorso) «e credevo - scrive - fosse stato chiarito, definitivamente, che si dovesse procedere a richiedere alle società partecipate non solo le modalità di assunzione ma anche i nominativi. Le titubanze non possono privare, in alcun modo, il consiglio comunale delle informazioni o impedire eventuali valutazioni che il consiglio fosse intenzionato a fare». Invita la commissione a prendere «una posizione» altrimenti «mi vedrò costretto ad investire nuovamente del problema il consiglio comunale». Ribatte nuovamente Carlesi. «Nella riunione del 29 marzo fu stabilito un percorso, che prevedeva il compimento di determinati passi per arrivare, poi, alla richiesta dei nomi». Percorso, secondo Carlesi, non rispettato dalla maggioranza in commissione. Infine il capogruppo Pdl Roberto Baldi e il coordinatore provinciale Riccardo Mazzoni: «L'ostruzionismo del Pd nella commissione su Parentopoli è sbagliato e insensato». Sostengono sia imprescindible la verifica dei nomi e giudicano un «espediente per insabbiare tutto, appellarsi alla tutela della privacy».
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