Il Tirreno

Prato

Intesa con la Cina per un centro di ricerca tessile

Stella Targetti vicepresidente della Regione
◗
Stella Targetti vicepresidente della Regione

Sostenuto dalla Regione, nascerà a Prato. Pdl e Lega lo bocciano: «Porterà più svantaggi»

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. La Regione presenta il progetto di collaborazione tra la Toscana e la Cina che vede Prato come protagonista e subito si scatena la polemica. Pdl e Lega, con accenti diversi, bocciano la proposta e vedono per Prato «più rischi che vantaggi».  Il progetto era stato illustrato da Stella Targetti, vicepresidente della Regione, martedì al Consiglio regionale. Al centro della comunicazione un protocollo d'intesa con il ministero della Scienza e tecnologia della Repubblica popolare cinese e con la provincia dello Zhejiang. Targetti ha ricordato che il ministro Wan Gang ha proposto alla Regione di creare a Prato un centro di ricerca congiunto nel settore del tessile. Per questo la Regione ha presentato al ministero degli esteri un progetto pilota denominato "Tex-Tech: innovazione e trasferimento tecnologico nella sfera del tessile", che è stato approvato e ammesso al cofinanziamento. Nel marzo scorso il direttore di Toscana promozione ha incontrato la municipalità di Wenzhou, che ha confermato la disponibilità a creare il centro di ricerca a Prato, promuovendo una strategia che consenta anche di far emergere nel distretto l'economia sommersa di imprese cinesi, la loro qualificazione e l'apertura di canali commerciali per le imprese toscane. «E' in questo contesto che le autorità dello Zhejiang ci hanno proposto di firmare il protocollo di intesa. Lo scopo è la realizzazione del centro, lo sviluppo di nuove tecnologie, l'apertura di flussi commerciali, ma anche l'approfondimento di temi legati ai sistemi sanitari, la promozione turistica e la cooperazione universitaria».  La comunicazione non ha convinto Alberto Magnolfi, capogruppo Pdl in consiglio. «Targetti ha illustrato un protocollo di intesa che contiene molte belle parole - attacca Magnolfi - Ma quali prospettive concrete? E soprattutto, sono più i vantaggi o più i rischi? Per ora abbiamo solo annunci fumosi come dimostrano le perplessità e le preoccupazioni espresse dalle associazioni di categoria. Non vorremmo - incalza Magnolfi - che l'unico obiettivo di Rossi sia quello di riempire lo scatolone vuoto del Creaf, un centro costato ben 22 milioni di euro senza che ci sia a oggi uno straccio di idee».  Duro anche il giudizio della Lega che vede nella cooperazione Toscana-Cina «l'ennesimo cavallo di Troia». «I cinesi vogliono sviluppare un centro di ricerca tessile. Prato non ha insegnato nulla a Rossi e compagni. Sarebbe meglio esportare prima il nostro modello sindacale - dice Antonio Gambetta Vianna - I cinesi vengono a imparare l'arte da noi, realizzano le loro mercanzie in Cina calpestando le più basilari regole etico-sociale e intasano il mercato con prodotti all'avanguardia e a un prezzo contro il quale non è possibile concorrere».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web