Il Tirreno

Prato

Sorpresa, i cinesi aumentano ancora

Maria Lardara
I residenti cinesi sono in continuo aumento
◗
I residenti cinesi sono in continuo aumento

Più 1050 residenti in un anno secondo i dati del Comune

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Circolava la voce che molti di loro stessero facendo le valigie. Che, stretti nella morsa di controlli e blitz, fossero attratti da lidi migliori per continuare magari a lavorare fuori dalle regole, "restituendo" così la città ai pratesi. Chi ha sperato nel miracolo in barba alla globalizzazione, non ha fatto i conti con quei 1.050 immigrati cinesi in più che in 12 mesi hanno rinfoltito i registri dell'anagrafe pratese. Quando si parla di numeri, si sa, la matematica non è mai un'opinione. E sotto la lente d'ingrandimento dell'ufficio statistica del Comune (dati aggiornati al 31 marzo 2011), finiscono naturalmente gli stranieri regolari e residenti. Una babele di lingue da tutto il mondo che era composta al 31 marzo 2010 da 26.993 stranieri, arrivati a 28.402 al 31 dicembre 2010 e svettati a 29.085 al 31 marzo di quest'anno. Numeri più recenti alla mano, si scopre che sul totale dei residenti un buon 15,43% ha passaporto non italiano. Ed è il record più alto toccato dal nostro comune dal 1995 a oggi rispetto al bilancio di popolazione residente. Che, inevitabilmente, cresce: al 31 marzo di quest'anno risultavano complessivamente 188.465 i pratesi "autoctoni" e quelli d'adozione di altre nazioni o continenti, 187.217 nel 2010. E sempre il 31 marzo i cittadini con gli occhi a mandorla segnati nei libri dell'anagrafe erano 12.313, 11.263 alla stessa data del precedente anno. Guidano la classifica delle presenze straniere a Prato (rappresentano il 42,33% contro il 41,73% dell'anno prima), seguiti dagli albanesi (4.702, ovvero il 16,17%). Ma proprio gli immigrati che giungono dall'altra sponda dell'Adriatico erano 4.552 nel 2010, con una variazione più contenuta da un anno all'altro. Ma tutti gli indici dell'anagrafe danno lo spaccato di una Prato multietnica che cresce e si moltiplica nel suo mosaico variopinto di nazionalità fuori dal circuito Ue. Aumenta di qualche unità la comunità marocchina (1.566 nel 2011, erano 1.512 nel 2010), quella nigeriana (da 627 nel 2010 a 701 nel 2011), senegalese (180 nel 2010, 224 nel 2011) mentre si fanno vedere in giro più pakistani (1.952, un centinaio in più rispetto al marzo 2010). Ma lo scarto che più balza all'occhio tra un anno e l'altro interessa gli immigrati cinesi. E' anche e soprattutto una questione di crescita demografica. «S'ipotizza che a incidere su questo trend positivo siano le seconde generazioni, gli aumenti delle nascite e dei ricongiungimenti familiari», è l'opinione di Anna Marsden, antropologa ed esperta di fenomeni migratori (cura il rapporto sull'imprenditoria straniera della Camera di commercio). Ma per decidere di mettere su o allargare la famiglia, il cinese trapiantato a Prato deve avere i suoi buoni motivi. Ovvero un lavoro che rende o un'attività economica da mandare avanti. Evidentemente non bastano i blitz a scoraggiare dal rimanere qui. «La galassia delle imprese cinesi è stratificata: ci sono quelle che faticano a stare sul mercato, segnando un alto tasso di turn over, e quelle che si stanno rafforzano sul territorio. Quella cinese - conclude la Marsden - è ormai una presenza strutturale». Infine, una curiosità: il centro storico si sta lentamente ripopolando, passando dai 3.609 abitanti al marzo 2010 ai 3.671 allo stesso mese del 2011. Solo che sta assumendo una connotazione sempre più multietnica: è straniero ben il 26,25% del totale dei residenti (era il 24,84% nel 2010).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web