Finanza
Premiata la creatività pratese
Paolo Nencioni
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Simone Cesari, Carlo Longo e Silvia GambiLa Camera di commercio vince l'European enterprise award
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BUDAPEST. Creatività, idee, innovazione: Prato non vive di solo tessile e scommettendo sul futuro ha vinto la sua piccola Champions dell'imprenditoria, l'European enterprise award assegnato ieri, a Budapest, al progetto "Rethinking the product" ideato e sviluppato dalla Camera di commercio. E' stato il vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, ad annunciare ieri sera durante la cena di gala all'Hungarian national gallery nel Buda Palace davanti a un raggiante Carlo Longo, presidente della Camera di commercio, la vittoria del progetto pratese nella categoria "Internazionalizzazione del business", una delle cinque in cui era suddiviso il premio. L'Oscar degli awards, il Gran premio della giuria, è andato al Centro impresa del Barcelona Council per aver contribuito a creare oltre 6.000 nuove società e almeno 12.000 posti di lavoro negli ultimi 7 anni, un riconoscimento forse anche simbolico nei giorni in cui le piazze spagnole sono piene di giovani "indignados" che protestano proprio per la mancanza di prospettive. Tornando a Prato, "Ripensare il prodotto" ha battuto la concorrenza del progetto francese del dipartimento Rhone-Alpes, che curiosamente mette il dito in una piaga che riguarda anche Prato, gli investimenti europei in Cina, ma evidentemente l'idea di sostenere lo sforzo delle imprese transalpine che vogliono impiantare stabilimenti a Pechino non è stata giudicata abbastanza innovativa. Almeno non quanto quella sviluppata dalla Camera di commercio di Prato. Che se vogliamo è un po' l'uovo di Colombo: mettere insieme aziende di settori diversi e incoraggiarle a ripensare forme e usi dei prodotti, senza aver paura di sbagliare. Così è nato l'e-Trolley che si muove da solo usando un pannello fotovoltaico. Così è nata la libreria che mette insieme le parole di "book" o il pouf letterario sul quale si possono far scorrere le terzine di Dante. Nessuno di questi prototipi si è ancora trasformato in un prodotto di largo consumo, ma le idee pratesi, partite in punta di piedi, hanno già conquistato consensi a Tokio, Hong Kong, Mosca e si apprestano a farlo a Londra, il prossimo settembre, dove l'esposizione di "Rethinking the product" sbarcherà con le sue nuove suggestioni e un nuovo "product manager". Complessivamente sono state coinvolte 162 aziende e prodotti 69 prototipi. Non è solo farina del sacco di Prato. Al progetto collaborano le Camere di commercio di Pistoia, Pisa e, dal 2012, anche Lucca. Ieri pomeriggio Longo, ancor prima di conoscere ufficialmente le decisioni della giuria degli European enterprise awards, ha illustrato il progetto a una platea di operatori accanto allo splendido castello di Godollo, che fu una delle residenze preferite della Principessa Sissi. Gli altri premi sono andati ai turchi dell'Università di Duzce (protezione delle api), agli svedesi di Uppsala (micro-credito rurale), agli olandesi di Amsterdam per un progetto sull'università e ai padroni di casa di Budapest (integrazione dei disabili). In realtà a Prato farebbe comodo anche il progetto degli spagnoli e quei 12.000 posti di lavoro recuperati, solo un po' più di quelli persi nel frattempo dal distretto tessile.
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