Il dolore
I ragazzi preferiscono il videopoker ai libri
Valentina Ceccatelli
◗
Un giovane gioca alle slot Aumentano i "malati" soprattutto tra gli adolescenti. Spesi 800 euro a testa
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Le certezze sono due e non sono confortanti: il giocatore d'azzardo pratese ha un identikit quanto mai vario, ed è in ottima compagnia. Compagnia che tende ad aumentare esponenzialmente, soprattutto in periodi di crisi come questo: i dati del progetto Alea, specializzato in azioni di prevenzione della ludopatia attraverso l'educazione degli adulti, dimostrano che se in Italia, nel 2008, la spesa per il gioco d'azzardo ammontava a 47,5 miliardi, nel 2010 ha raggiunto i 60,8: l'Italia è il paese europeo in cui si gioca di più. «A Prato, nel 2010, sono stati speso 861 euro pro capite in gioco d'azzardo - spiega Piero Ianniello, direttore del progetto Alea - il che non significa che tutti abbiano giocato: ci sono persone che non hanno speso un euro e persone che spendono 1000 euro alla settimana, se non al giorno. Sono cifre già enormi di per se, e lo diventano di più quando si scopre che le reali possibilità di vincita vanno dal 6,5 al 18%». Il giocatore d'azzardo pratese è soprattutto uomo e non laureato. «Dei casi che abbiamo avuto in trattamento al Sert - spiega Antonella Manfredi, direttrice del Sert pratese - il 77% è costituito da uomini, il 38% ha un occupazione e il 19% sono pensionati. Il 24% dei casi ha familiarità con problemi psichiatrici mentre il 38% sono bevitori a rischio. Uomini e donne hanno spesso motivazioni diverse per giocare: se gli uomini sono giocatori d'azione, ovvero giocano per il brivido di farlo, le donne sono spesso giocatori di fuga: giocano per scappare dai propri problemi. Il gioco d'azzardo in queste persone è una dipendenza comportamentale, con gli stessi sintomi di una tossicodipendenza». Non giocano d'azzardo solo gli italiani, la comunità cinese è una delle più attratte da macchinette e slot machines: il 25% degli immigrati che giocano con continuità è cinese. Il vero pericolo, adesso, è per i ragazzi delle scuole medie superiori e inferiori: «I nuovi target sono i giovanissimi - spiega Matteo Iori, presidente del coordinamento nazionale Gruppi per giocatori d'azzardo - Il gioco d'azzardo si è spostato su internet e raggiunge moltissimi ragazzi, tramite banner o pubblicità con testimonial vicini a loro, come calciatori o personaggi dello spettacolo. I giovani precari o con un lavoro saltuario, inoltre giocano di più, così come giocano di più i ragazzi degli istituti professionali rispetto a quelli iscritti ai licei, o chi ha genitori che giocano rispetto a chi non li ha. La prevenzione anche nelle scuole diventa sempre più importante».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
