Gioco
Il presidente Uip Marini: «Bisogna procedere a tutti i costi»
Diciassette milioni per realizzare la fognatura industriale a Prato
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Riccardo Marini 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. E' il progetto di punta degli industriali, quello sul quale lavorano da anni e senza il quale non vogliono più stare: la realizzazione della fognatura industriale che separerà le acque industriali da quelle civili e meteoriche. Un progetto che ha già passato due volte il vaglio della commissione ministeriale e che attende solo un secondo accordo di programma per essere cantierabile. «Per questo - afferma il presidente del'Unione industriale Riccardo Marini - la nostra intenzione è portarlo a compimento qualsiasi cosa accada». Eppure il progetto dell'acquedotto industriale è stato tra quelli presentati ieri al Tavolo del distretto e in lista per ricevere i finanziamenti del decreto sulle aree di crisi. Vedremo se accadrà. Un'operazione complessa quella dello sdoppiamento della fognatura che resta in parte in mano pubblica - quella relativa agli interventi in Valbisenzio - e in parte in mano privata, la tratta che riguarda il Macrolotto uno, il Macrolotto due, Montemurlo e il collettore del Macrolotto zero. Si tratta di un intervento da quasi 18 milioni di euro (17 e 832.000) che gli industriali sono in grado di finanziare e per il quale è stato già firmato un protocollo d'intesa anche con il Comune. La realizzazione è prevista nell'arco di 8 anni e già nei primi quattro - secondo lo studio Uip - saranno realizzate opere che consentiranno di abbattere più del 75% dell'impatto abientale attuale. Cosa accade, infatti, oggi?. Che la fognatura pratese è unica: un solo tubo che raccoglie le acque civili, le acque industriali e quelle meteoriche e che arriva a Gida per la depurazione. Con la conseguenza che la saturazione della portata dei tubi, avviene molto frequentemente e sono immancabili le fuoriuscite di acqua da tombini e scolmatori in caso di pioggia. Solo che si tratta di liquido altamente inquinato proprio a causa della miscela di acque. In più, sulla base delle normative europee, le imprese umide pratesi si potrebbero trovare ben presto a non poter più scaricare nella fognatura pubblica. Urgente, quindi, secondo Uip, la fognatura industriale che per la sua realizzazione potrebbe anche beneficiare del residuo dei 30 milioni dati a Gida nel 2004 in parti uguali da ministero, Regione e aziende, dei quali solo 12 sono stati investiti.
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