Il Tirreno

Prato

Allarme diossina solo per i polli

Beatrice Faragli
L’inceneritore di Montale
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L’inceneritore di Montale

Inceneritore di Montale, valori anomali per i tumori allo stomaco

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 MONTALE. Concluse le analisi dell'indagine ambientale e sanitaria avviata dopo gli sforamenti di diossine - di maggio e luglio 2007 - nelle aree vicine all'inceneritore montalese. Provincia, Asl 3 e Arpat ne hanno ufficializzato la chiusura ieri mattina. Ora, dai dati, occorre ricavare i risultati. La palla quindi passa all'elaborazione delle migliaia di informazioni raccolte dal 2008 ad oggi.  Al centro delle analisi: alimenti destinati alla commercializzazione, matrici biologiche (polli e mangimi), terreno, acque, aghi di pino e la situazione sanitaria della popolazione residente a Agliana, Montale e Montemurlo. Già nella primavera 2010, durante la presentazione dei risultati intermedi, era emersa, come ricorda il responsabile Arpat, Claudio Coppi, «una condizione ambientale con una qualche contaminazione, ma non particolarmente diversa da altri contesti con forte presenza umana. «L'obiettivo, adesso è capire il contributo specifico dell'inceneritore su questa situazione».  Le anticipazioni in arrivo da Provincia, Asl e Arpat sono ridotte all'osso. Intanto però Pietro Gabbrielli, dell'Asl rassicura: «Gli alimenti prodotti nelle aree vicine all'impianto di via Tobagi sono risultati tutti conformi alla norma». Le famose "rape alla diossina", offerte dai comitati anti-inceneritore al presidente della Provincia Federica Fratoni solo qualche mese fa, sarebbero quindi, a detta del tavolo tecnico pistoiese, buone da mangiare e da vendere. Stessa cosa per i mangimi - e soprattutto per i fieni - prodotti localmente. Diverso è il quadro per le matrici biologiche: i polli per intendersi, "i grandi accumulatori": «I risultati dei campionamenti effettuati nella campagna 2010-11 - fanno sapere dall'Asl 3 - sono in corso di elaborazione, tuttavia, da un primo esame, ricalcano ciò che è emerso nei controlli del 2008-2009». Ovvero: presenza di inquinanti superiore a quanto consentito dalla normativa alimentare. «I proprietari degli animali - spiega Gabbrielli - sono stati avvertiti affinchè ne facciano un uso personale oculato».  Sul dato epidemiologico invece, quello che riguarda la condizione sanitaria della popolazione, dall'azienda sanitaria spiegano: «Non c'è stata alcuna "nube tossica" nel giorno degli sforamenti e in quelli immediatamente successivi».  Il monitoraggio sui decessi registrati tra il 1974 e il 2006 mostra però due importanti anomalie ad Agliana, Montale e Montemurlo: valori superiori alla media regionale per le morti da diabete nelle donne e «un significativo eccesso di decessi per tumore allo stomaco negli uomini» si legge nel documento Asl. Proprio per condurre un'analisi approfondita sui casi di tumore nell'area sta per essere avviata un'indagine ad hoc in collaborazione con i medici di famiglia.

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