Il Tirreno

Prato

Pablito star alla Filippo Mazzei

Eleonora Barbieri
Paolo Rossi e la sua maglietta
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Paolo Rossi e la sua maglietta

Paolo Rossi ha incontrato ieri i ragazzi della media di Poggio

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POGGIO A CAIANO. Uno scroscio di applausi ha accolto ieri mattina l'ingresso del campione azzurro Paolo Rossi nella palestra della scuola media Filippo Mazzei. L'ex goleador dell'indimenticabile campionato mondiale del 1982 ha incontrato i ragazzi delle terze classi su invito dell'istituto, del Comune e della nipotina Alice, figlia del fratello Rossano, che frequenta la III F della scuola poggese. E' stato un incontro molto semplice in un ambiente quasi familiare. E infatti lo stesso Pablito ha portato con sè la moglie, la giornalista Federica Cappelletti, e la figlia piccola Maria Vittoria. Ad accoglierlo c'era l'assessore alla scuola Antonio Castellano, la vicedirigente dell'Istituto comprensivo Patrizia Gullo, i professori di educazione fisica Giuseppe Conte e Fabio Gusmai e il presidente del comitato provinciale della Federcalcio Maurizo Falco.  Il campione azzurro che ha mandato a casa Argentina, Brasile e Germania, ha risposto a tutte le domande dei ragazzi, ma sopratutto ha voluto consegnare loro un messaggio: «Per arrivare ci vuole sacrificio, abnegazione e applicazione perchè nessuno nella vita vi regala niente. Quando si ottiene qualcosa, ci si arriva attraverso qualcosa di importante. NieNte viene per niente». E ancora: «Non fate niente per denaro, ma solo per passione».  Gli alunni della Mazzei sono troppo giovani per aver vissuto quello straordinario campionato del mondo denso di emozioni fortissime. Eppure la fama di Paolo Rossi, nato a Prato quasi 55 anni fa, è arrivata fino alle loro orecchie. Un aneddoto del responsabile dell'uddicio scuola del Comune di Poggio Massimiliano Martini, dà il senso della grandezza del capocannoniere dei mondiali nonchè pallone d'oro nell'1982: «Durante un viaggio in Amazzonia, per spiegare da dove arrivavo, ho detto agli indigeni che venivo dallo stesso paese di Paolo Rossi e tutti hanno cominciato a guardarmi terrorizzati e volevano buttarsi nel fiume. Potenza dei tre goal contro il Brasile». Il fratello Rossano, altro grande calciatore, porta con sè una "reliquia" del fratello rara e preziosa: la maglia numero 20 indossata da Paolo Rossi nella sfida Italia Argentina, la partita vinta per due a uno che segna la rinascita degli azzurri in quel campionato mondiale iniziato in salita. Non è stata lavata, porta ancora i segni della fatica e di novanta magnifici minuti di gioco perchè come dice Pablito «bisogna crederci fino a che l'arbitro non fischia la fine».

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