Gioco
«Negli appalti più attenzione alle nostre aziende»
Giovanni Ciattini
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Moreno Paolo Torri Il presidente di Ance Prato indica alcune vie per superare il momento di difficoltà
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PRATO. Già un mese fa aveva cercato di dare una scossa inviando un messaggio alle amministrazioni pubbliche affinché rilanciassero gli investimenti attraverso gli appalti o sbloccando progetti privati fermi da tempo. Ora Moreno Paolo Torri, presidente Ance Prato, sezione edili dell'Unione industriale, ritorna sulle problematiche che attraversano il settore delle costruzioni. «Si guarda alle aziende famose, come la Btp, - afferma Torri - che attraversano momenti di difficoltà perché si viene colpiti dai grandi numeri. Ma vi sono tante piccole e medie aziende edili, non solo iscritte all'Unione industriale, ma anche alle associazioni artigiane, che vivono situazioni altrettanto critiche. Chiusure o licenziamenti. Purtroppo è l'intero settore che è in sofferenza: in genere a Prato si dice che il primo ad avvertire la crisi è il settore tessile e l'ultimo quello dell'edilizia, ora che si comincia ad intravedere una ripresa nel tessile si spera che poi toccherà a noi». Detto che le causa della crisi stagnante viene ricondotta in particolare alla contrazione degli appalti e al ritardo dei pagamenti da parte delle amministrazioni publbiche (situazione derivante dalle ristrettezze finanziarie), qualche idea di come uscire dal tunnel Torri ce l'ha. «Nei giorni scorsi come Ance Prato abbiamo incontrato le amministrazioni comunali e la Provincia per invitarle a non considerare, in sede di appalti, soltanto le ipotesi delle gara col massimo ribasso. Una soluzione che spesso viene interpretata come un toccasana per le casse pubbliche mentre a volte si rivela un doppio boomerang: da un lato perché chi si aggiudica l'appalto poi non è in grado di portare fino in fondo i lavori, dall'altro perché in questo modo non si consente di lavorare alle aziende locali. Vi sono altre forme di aggiudicazione che possono invece tenere conto di aziende sane e professionalmente preparate in grado di essere concorrenziali. Non dimentichiamoci dell'ottimo lavoro che è stato fatto coi sottopassi, conclusi prima dei tempi previsti». E questo, chiarisce il presidente Torri, sempre all'insegna della trasparenza e del rispetto delle regole. Due esempi di grandi opere che, a giudizio di Torri, non hanno ricadute concrete sull'economia locale, sono la costruzione del nuovo ospedale a San Paolo e la nuova sede della Camera di commercio. «Nel caso dell'ospedale ricordo - avverte Torri - come lo stesso presidente Rossi, allora assessore, assicurasse che vi sarebbe stata attenzione agli operatori pratesi, ma benefici per ora non ne ho visti. A conti fatti non c'è lesso per le aziende locali». Il presidente Torri si rivolge poi anche alle banche. «Devono avere maggiore cura delle aziende che sono sempre stati puntuali nei pagamenti e che oggi necessitano di maggiore assistenza e fiducia verso i loro progetti». Torri tocca altri due tasti: «Costruire oggi è diventato molto oneroso, sia perché gli immobili devono avere requisiti costosi (bioedilizia, pannelli solari) sia perché le aree hanno costi assurdi che poi rendono difficile le vendite». Altro problema che angustia il settore è la concorrenza sleale: «in giro c'è una manodopera a prezzi stracciati che mette a repentaglio la sopravvivenza delle aziende sane e corrette». Ma all'uscita del tunnel che cosa troveremo? «Quando tutto questa bufera sarà finita forse ci accorgeremo che questa "pulizia" (le cessazioni, ndr) non è poi così stata negativa».
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