Il dolore
LINTERVENTO
Lulli pontifica stando a Roma lontano dai problemi dei pratesi
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Sentivamo la mancanza della paternale dell'onorevole Lulli del Pd sulla questione profughi e sull'immigrazione. Mi chiedevo come mai non era ancora intervenuto Lulli il quale, sei giorni su sette, trascorre il suo tempo nella capitale tenendosi ben lontano dai problemi di Prato. Immancabilmente l'onorevole "romano" appare e pontifica usando la parolina magica dell'integrazione affermando che "solo attraverso l'integrazione ci sarà la legalità", formula usata spesso dai partiti di sinistra ma quasi sempre priva di contenuti. Questo abusato luogo comune è un ritornello vecchio di almeno vent'anni. Buon per lui che non affronta i problemi quotidiani di questa città, che non ascolta i cittadini pratesi che, ogni giorno, si rivolgono a questa giunta per segnalare, giustamente, i continui disagi che ricadono sulle loro spalle per la difficile convivenza con alcune etnie. Il sottoscritto, attraverso le molte mail che segnalano difficoltà, nonché durante i ricevimenti in ufficio e in tutte le occasioni di incontro con i cittadini, raccoglie i lamenti disperati ed esasperati di chi chiede di vivere in tranquillità nella propria abitazione senza rischiare di saltare in aria perché nell'appartamento a fianco si fa un uso improprio di bombole di gas gpl o perché durante la notte non si può dormire a causa dei continui andirivieni negli stessi appartamenti superaffollati. Lulli, trascorrendo la maggior parte del suo tempo nella capitale, non ha la "fortuna" di avere questo tipo di contatto quotidiano con i suoi concittadini. Per i quali, tra l'altro, in tre legislature non ha realizzato un bel niente, passando alla storia come l'ennesimo parlamentare pratese utile solo a se stesso e inutile alla propria città. Però appena può, si erge a Solone e giudica. Un consiglio al parlamentare: caro Lulli riapra il suo ufficio in città e non tiri i remi in barca come ha già fatto da anni, provi ad ascoltare i suoi concittadini e non solo i suoi compagni di partito. Così si renderà conto realmente con quali problemi e con quali disagi sono costretti a convivere i suoi elettori pratesi, o, meglio ancora, la 117ª etnia, visto che il centrosinistra ha molto più a cuore le altre 116. Per quanto riguarda la comunità cinese, cui fa riferimento Lulli, mi preme porgli una domanda: ha letto il rapporto del noto istituto nazionale Cnel, pubblicato su tutti i quotidiani alcuni giorni fa, con il quale si certifica l'esistenza di forti legami tra organizzazioni delinquenziali cinesi e notabili della comunità orientale presenti in Prato? Per la verità su questo studio del Cnel ho notato solo un assordante silenzio del centrosinistra e suo, caro onorevole. Ho l'impressione che ci sia una sorta di paura o blocco ideologico nell'ambito del suo schieramento nell'affrontare l'argomento e mi chiedo se questo studio avesse riguardato una nostra organizzazione mafiosa con legami con notabili pratesi, cosa sarebbe successo in città. Credo che la legalità per il centrosinistra sia solo in un'unica direzione. (*) assessore alla Sicurezza urbana del Comune di Prato
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