Proteste
La Calvana come laboratorio
Alessandra Agrati
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Il trekking organizzato in Calvana L'associazione Stare organizza percorsi di arte e salute
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VAIANO. La Calvana come laboratorio per l'arte, la geologia, l'architettura e la salute. E' l'obiettivo dell'associazione Stare che da un anno gestisce le attività al centro visite di Schignano e di Sofignano. «Lavoriamo con un pool di esperti, tutti laureati nelle varie discipline - spiega il presidente Marco Poli - proprio per ricercare costantemente sul territorio aspetti particolari che poi vengono presentati al pubblico». In quest'ottica domenica è stata organizzata la Geo Camminata della salute in Calvana, in collaborazione con la Fattoria del Bello e il Comune di Vaiano. Un percorso di 10 chilometri che ha permesso ai partecipanti, muniti di Gps oltre che della sapiente guida di Roberto Bartoli e Giuliano, di ammirare panorami stupendi e capire la flora e la fauna della Calvana. Sentieri che si inerpicano in folti boschi e poi si aprono in sterminati prati dove pascolano liberamente i cavalli, ma dove vivono anche i lupi, i cinghiali e i cervi, insieme ai grilli, specie protetta e tutelata. «Quando ero ragazzo - spiega Giuliano - la vegetazione era molto meno fitta, c'era poche piante, fra queste un biancospino secolare che purtroppo sta morendo proprio perché piante parassite lo stanno soffocando». Ma anche le strade erano diverse; sono ancora visibili quelle che i contadini utilizzavano per trasportare il fieno dalla cima della montagna verso il paese. «Anche i sentieri erano differenti - spiega la guida, molti ormai sono scomparsi sotto la vegetazione ed è un peccato perché si stanno perdendo importanti patrimoni naturalistici». Per rendere più sicure le escursioni Roberto ha trasportato i cinque anelli trekking e i 4 percorsi avventura sul Gps. «Io e Giliano - racconta - abbiamo percorso d'agosto tutti i sentieri in modo da trasmettere al Gps tutte le coordinate, un lavoro lungo ma molto affascinante». Oltre a segnare il tracciato, vengono riportati anche i monumenti, non solo le numerose croci, ma anche i luoghi citati nelle poesie di Antonio Pini, figura ecclettica che oltre ad essere un grande conoscitore del territorio ha anche la vena poetica. «Leggere le poesie di Antonio senza vedere la Calvana - ha spiegato - vuol dire non cogliere a fondo l'intensità del paesaggio». Tra gli obiettivi futuri di Stare anche la collaborazione con un operatore turistico: «Vorremmo estendere le iniziative - concludono - anche fuori provincia, proponendo pacchetti a tema, con lezioni e visite».
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