La manifestazione
Il Monteferrato brucia ancora
Distrutti dalle fiamme 2500 mq di sottobosco: quasi certo il dolo
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PRATO. Sono le 7 quando un volontario, uno dei più anziani, della squadra antincendi boschivi del Centro di Galceti, mentre in auto sta percorrendo la Firenze-mare si accorge che dal monte Mezzano, sul Monteferrato, si alza una colonna di fumo. Un'occhiata e via che parte la telefonata di segnalazione a Gilberto Tozzi, non più direttore del Centro ma sempre attivo come consulente scientifico. «Avevamo una squadra in preallarme - racconta Tozzi - e l'abbiamo inviata immediatamente sul luogo dell'incendio. Dopo poco ne è partita un'altra.
A seguire sono intervenuti i vigili del fuoco e i volontari della Vab. Abbiamo chiesto anche l'intervento di un elicottero antincendio della Regione che ha effettuato diversi lanci sulla zona interessata dalle fiamme. L'acqua è stata pescata dalla Bardena e dal Bagnolo». Nel giro di poco tempo le fiamme sono state prima circoscritte e poi spente. In totale sono andati distrutti 2500 metri quadri di sottobosco».
Per la bonifica e tenere sotto controllo la situazione, ed impedire eventuali ritorni di fiamma, sono rimasti sul posto alcuni volontari della Vab. A giudicare dall'ora mattutina e dal luogo da dove è partito l'incendio Gilberto Tozzi avanza legittimi dubbi sulla natura del rogo: «In questi casi è davvero dura parlare di autocombustione o di incendi dovuti alle ripuliture». Fatto sta che negli ultimi giorni si sono verificati già diversi incendi: uno a Fornacelle, un altro sopra Fornacelle a confine con Montale.
E ancora prima altri due incendi a Poggio di Becco, sul versante ovest. Impegnativo l'incendio del 10 maggio a Gozzano, ai Faggi di Javello, quando bruciarono due ettari di bosco. Anche in quella circostanza venne richiesto l'intervento dell'elicottero della Regione. La stagione degli incendi, a quanto pare, è cominciata molto prima del previsto. Nel conto vanno infatti inseriti anche interventi sul Montalbano e in Valbisenzio.
«A complicare la situazione - avverte Tozzi - c'è anche l'estrema siccità dei terreni. Da due mesi non si registra una pioggia degna di questo nome e il suolo è così asciutto che basta niente ad alimentare le fiamme nella vegetazione». C'è poi da considerare che gli interventi delle squadre antincendio sul Monteferrato sono rese difficili dalla natura rocciosa del terreno e dal fatto che il fuoco spesso si propaga, attraverso le radici. G.C.
A seguire sono intervenuti i vigili del fuoco e i volontari della Vab. Abbiamo chiesto anche l'intervento di un elicottero antincendio della Regione che ha effettuato diversi lanci sulla zona interessata dalle fiamme. L'acqua è stata pescata dalla Bardena e dal Bagnolo». Nel giro di poco tempo le fiamme sono state prima circoscritte e poi spente. In totale sono andati distrutti 2500 metri quadri di sottobosco».
Per la bonifica e tenere sotto controllo la situazione, ed impedire eventuali ritorni di fiamma, sono rimasti sul posto alcuni volontari della Vab. A giudicare dall'ora mattutina e dal luogo da dove è partito l'incendio Gilberto Tozzi avanza legittimi dubbi sulla natura del rogo: «In questi casi è davvero dura parlare di autocombustione o di incendi dovuti alle ripuliture». Fatto sta che negli ultimi giorni si sono verificati già diversi incendi: uno a Fornacelle, un altro sopra Fornacelle a confine con Montale.
E ancora prima altri due incendi a Poggio di Becco, sul versante ovest. Impegnativo l'incendio del 10 maggio a Gozzano, ai Faggi di Javello, quando bruciarono due ettari di bosco. Anche in quella circostanza venne richiesto l'intervento dell'elicottero della Regione. La stagione degli incendi, a quanto pare, è cominciata molto prima del previsto. Nel conto vanno infatti inseriti anche interventi sul Montalbano e in Valbisenzio.
«A complicare la situazione - avverte Tozzi - c'è anche l'estrema siccità dei terreni. Da due mesi non si registra una pioggia degna di questo nome e il suolo è così asciutto che basta niente ad alimentare le fiamme nella vegetazione». C'è poi da considerare che gli interventi delle squadre antincendio sul Monteferrato sono rese difficili dalla natura rocciosa del terreno e dal fatto che il fuoco spesso si propaga, attraverso le radici. G.C.
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