Sicurezza
Libri, film e musica, inseguendo la conoscenza
Valentina Ceccatelli
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In alto, il quadro con il lupo che abbaia alla luna Sopra, la chitarra L'Università è finita, ma studio e letture continuano per passione
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PRATO. La prima impressione è di ordine assoluto: il computer su un mobile, l'agenda per gli esami universitari e gli appuntamenti di lavoro su una mensola. La seconda è che forse no, proprio ordine assoluto non si può dire. «E' da un pezzo che dico che devo levare lo sportello di questo mobile, altrimenti quando lavoro al computer non so dove mettere le gambe». Andrea Biagioni, 25 anni, una laurea in filologia moderna e un lavoro come collaboratore per una testata pratese, dimostra quanto possa essere scomodo trovarsi uno sportello davanti alle ginocchia. «Vorrei spostare il pc da un'altra parte ma non ho internet wireless, e se sposto il computer il modem non ci arriva più. In compenso, passo il 90% del tempo sulla sedia davanti al pc, che sia per lavorare o per guardare un film; il tavolo non lo uso quasi mai, se non quando vengono i miei amici per giocare a poker». Il tavolo è effettivamente immacolato, a parte il posacenere che campeggia al centro; sulla mensola c'è una chitarra praticamente dipinta, sopra la tv il cofanetto "With the lights out" dei Nirvana, e sulla mensola dove Andrea tiene l'agenda c'è un quadro che raffigura un lupo che ulula alla luna. «E' uno dei regali più belli che mi sia stato fatto: è stato dipinto da due miei amici, Alessia e Folco, per il mio ventesimo compleanno. E questo - dice tirando fuori un mazzo di chiavi - è un altro dei miei regali preferiti, l'ha fatto il fratello scultore della mia ragazza, Benedetta, e lei me l'ha regalato: è un portachiavi di legno». Sempre un lupo, sempre la luna. L'impressione di ordine assoluto vacilla quando il padrone di casa apre l'armadio e rivela una cascata di carta in tutte le sue forme: «Ho parecchi numeri di Rolling Stone, cartelline, appunti e fotografie, in questa scatola tengo un sacco di roba vecchia: tutti ricordi». C'è un biglietto per la Partita del cuore di parecchi anni fa («era nazionale cantanti italiani contro inglesi, per gli inglesi giocava Steve Harris, il bassista degli Iron Maiden; è praticamente l'unico motivo per cui ci sono andato»), il biglietto di un concerto della Bandabardò a Firenze e uno scontrino della spesa per un vecchio Capodanno. «Nel cassetto sotto il computer tengo tutti i ricordi di viaggio: Praga, Berlino, Amsterdam, ma anche Padova e Mantova. Ho una fissazione per le cartine geografiche: quando siamo in giro la mia ragazza mi odia, perché se ne trovo una ne vengo letteralmente assorbito». Oltre ai souvenir di viaggio, ci sono altri pezzi di vita: «Questo è il biglietto per il concerto degli Alice in chains: l'ultimo disco è davvero ottimo. Il prossimo concerto sarà quello di Zucchero: come essere umano non si regge, ma è l'unica vera rockstar italiana; anche Elisa non mi dispiace, ha una bella voce, ma Zucchero è un gradino sopra. I Modena City Ramblers mi piacevano, ma per me sono morti da quando Cisco, il cantante, ha lasciato il gruppo. Per il resto, cosa rimane? La Pausini? Tiziano Ferro? Possono avere una bella voce, ma dopo che li ho ascoltati cosa mi resta del testo? Praticamente niente». I dischi sulla mensola sono quelli dei Nirvana, Alice in chains, grunge, metal, un po' di punk, Radiohead e Muse. «Mi piacciono anche De Andrè e Guccini, anche se preferisco il secondo. L'Avvelenata è un esempio perfetto di vendetta ottenuta con classe». Dall'armadio sbucano anche parecchi libri. «Alcuni sono di quando andavo a scuola, ci sono quelli dell'università e quelli che leggo per il piacere di leggere». Saggi sulla storia del pensiero politico, sul cinema di Kubrick, la Divina commedia, Apuleio, Baricco. Whitman, Leopardi, Foscolo, Manzoni, Poe, Baudelaire, Camus e la De Beauvoir, compagna dell'esistenzialista Sartre: «Sto leggendo "Le bocche inutili", il suo unico testo teatrale: rappresentarlo al Castello dell'Imperatore sarebbe splendido, mi è venuto in mente quando sono andato a vedere la Tosca». Un altro degli autori preferiti di Andrea, a giudicare dai libri, è il francese Georges Perec: «Un criminale nei confronti dei lettori - quella di Andrea per questo scrittore è ammirazione pura - Applicava la matematica alla letteratura, è l'autore del palindromo più lungo in assoluto: 500 parole. "La scomparsa", uno dei suoi libri, è scritto in lipogrammi: scrive senza usare una lettera, e lui ha eliminato la e: il protagonista del libro cerca per tutto il tempo qualcosa che è sparito, fino a rendersi conto che è proprio questa lettera. Ne "Le rivelazioni" scrive tutto solo con la vocale e, mentre in "La vita istruzioni per l'uso", fa la storia di un condominio spostandosi fra gli appartamenti come le pedine del gioco giapponese del Go, una specie di scacchi». Insomma, gli interessi sono quelli di uno studente universitario. «In realtà sono una persona in evoluzione incompleta e continua, che è una cosa normale - spiega Andrea - anche se sono quasi totalmente insoddisfatto del mio grado di cultura: cerco di scoprire, informarmi e conoscere sempre di più». Andrea ha trovato la sua definizione in una frase di Guccini: "Io, Francesco Guccini, eterno studente; perché la materia di studio sarebbe infinita, e soprattutto perché so di non sapere niente".
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