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Prato

Incontro in Regione con Cna e i rappresentanti istituzionali

Quattromila posti a rischio e 200 imprese senza ossigeno per la crisi della "Baldassini"

Quattromila posti a rischio e 200 imprese senza ossigeno per la crisi della "Baldassini"

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 PRATO. L'uragano Btp rischia di travolgere la gran parte delle aziende del settore edilizia dell'area metropolitana. Le aziende che hanno crediti con Btp sono oltre 200 e complessivamente debbono riscuotere 150 milioni di euro. I posti a rischio sono 4.000. Eccoli i dati che Cna Toscana e Cna Prato hanno portato all'assessore regionale Gianfranco Simoncini nell'incontro che si è svolto nel primo pomeriggio di ieri insieme ai rappresentati del Comune di Calenzano e delle Province di Prato e Firenze. «Di queste imprese - hanno sottolineato Valter Tamburini e Anselmo Potenza, presidenti di Cna Toscana e Cna Prato - oltre 50 si sono rivolte a Cna che all'incontro con l'assessore ha chiesto alcuni interventi.  A Simoncini è stato richiesto che le istituzioni intervengano nei confronti del Commissario nominato dal Tribunale per proseguire il percorso per l'articolo 182 bis e a un impegno a sostenere attraverso il sistema bancario e FidiToscana le aziende dell'indotto in modo da evitarne la chiusura.  L'assessore Simoncini si è già attivato per fissare un incontro con il Commissario che è stato fissato per mercoledì e nel frattempo incontrerà sistema bancario e FidiToscana.  «Ho preso atto della preoccupazione di Cna e dei rappresentanti delle imprese - ha commentato Simoncini - e faremo un'azione di supporto affinché la vicenda possa concludersi nel modo migliore per l'indotto e i lavoratori. Proprio stamani (ieri mattina ndr) ho incontrato il direttivo di Confcooperative dove abbiamo convenuto che le maggiori difficoltà dei prossimi mesi verranno proprio dal settore dell'edilizia. Sarà il settore dove dovremo intervenire con più forza nei prossimi mesi».  La crisi della Btp infatti coincide con le difficoltà finanziarie anche di altre grosse aziende toscane e il rischio è che la maggioranza delle piccole e medie imprese, strette tra i crediti non riscossi, i problemi del settore immobiliare e il blocco della spesa pubblica deciso dal governo, non riescano a sopravvivere. I.R.

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