Sicurezza
Quando il gioco è una droga
Barbara Burzi
◗
Qui sotto, Mondanelli Nelle due foto giocatori di Gratta e vinci e alle slot Il Sert ha in cura diciannove pazienti affetti da "ludopatia"
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Sono 19 i pazienti con dipendenza da gioco compulsivo in carico al Sert di Prato, mentre l'anno scorso erano 21, compresi tra i 31 e i 45 anni, di cui il 70% uomini, il 38% con un'occupazione, il 19% in pensione e il 10% disoccupati. Prendendo a riferimento questo mini-campione, a fare la parte del leone sono le slot machine (si riscontra una dipendenza nell'81% dei pazienti), seguite a ruota dal gratta e vinci e dai giochi on line. La tipologia di persone che si sono rivolte al Sert attraverso gli sportelli d'ascolto è stata delineata dalla direttrice Antonella Manfredi che, giovedì sera, in occasione dell'incontro promosso da Udc sul tema "Giochi e scommesse fra illegalità e dipendenze: un'emergenza per Prato?" ha illustrato le forme di questo fenomeno che coinvolge giovani e adulti: «Prima di parlare di allarme voglio conoscere i risultati del progetto Alea - premette la direttrice del Sert - tuttavia, è un fenomeno in crescita, complice la crisi economica che ha spinto molte persone ha tentare la fortuna del gioco come fosse una bacchetta magica capace di risolvere, di colpo, tutti i loro problemi». Difficile però tracciare l'identikit del soggetto affetto da Ludopatia: «Di solito - spiega - quando arrivano da noi hanno un'autostima ridotta, notevoli difficoltà finanziarie e problemi di natura legale che si intersecano con quelli familiari: il gioco d'azzardo - chiarisce - si definisce patologico quando interferisce in modo significativo con il funzionamento occupazionale, interpersonale e finanziario». Quali sono i segnali di un comportamento da considerarsi a rischio? «Per esempio - spiega - quando uno studente smette di impegnarsi nello studio, evita le relazioni con i compagni, si mostra depresso, si isola con il computer e al contempo, vengono a mancare soldi in famiglia. Ultimamente si segnala un aumento di dipendenza da gioco compulsivo proprio tra giovani e donne». Se si considerano i dati sulla spesa per scommesse e giochi d'azzardo, la provincia di Prato risulta particolarmente appetibile per l'industria del gioco, legale ma anche illegale: secondo l'ultima indagine Censis "Gioco Ergo sum" del luglio 2009, infatti, in città si registra una spesa media pro-capite di circa 904 euro, superiore alla media nazionale (894 euro pro capite) e a quella toscana (876 euro). Del totale dei giocatori, circa un terzo è rappresentato dalla comunità cinese. Alla luce dei dati emersi, il workshop che si è svolto a Palazzo Buonamici con la partecipazione dell'asssessore alla sanità Dante Mondanelli e allo sviluppo economico Roberto Caverni, è stata anche l'occasione per chiedere alle istituzioni di intervenire facendo osservare le norme di regolamentazione per prevenire l'illegalità e dando strumenti per sensibilizzare soggetti a rischio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
