Proteste
Operazione-salvataggio per la Grassi
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Moreno Grassi con i figli Marco e Sandro Iniezione di liquidità che sfiorerà i 10 milioni di euro
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PRATO. Tra i feriti gravi da imputare a Btp c'è anche il Gruppo Grassi. La grande azienda edile pratese vanta un credito di 3 milioni nei confronti dell'azienda di Calenzano. Un macigno insieme ad altri crediti non riscossi. Proprio in queste ore si sta lavorando a un'imponente operazione di salvataggio che porterà a un'iniezione di capitale che potrebbe sfiorare i 10 milioni. La famiglia Grassi ha dato incarico a un pool di professionisti di studiare la situazione e calcolare nel dettaglio l'importo dei crediti che il Gruppo non ha riscosso e che sta li sta mettendo in seria difficoltà. Ancora sembra che una direzione non sia stata presa ma c'è l'intenzione di trovare nuovi fondi per ripulire l'azienda dai debiti attraverso una ristrutturazione aziendale. «Stiamo aspettando che il Comune di Poggio a Caiano - spiega Sandro Grassi - ci comunichi gli indici di edificabilità di un terreno che la mia famiglia ha in quel territorio. Abbiamo già un accordo di vendita con una cifra al metro cubo: in base a quanto si potrà costruire sul terreno varierà la cifra che ci verrà data. Tutto l'importo sarà messo nelle nostre aziende». Cifre elevatissime. La famiglia non le dà con esattezza ma si parla di un introito di oltre 5 milioni di euro. Cifra a cui si aggiungerà quella del gruppo internazionale Colacem già socio della Grassi srl. Colacem aumenterà la propria quota societaria (ora ha il 20%) immettendo nuova liquidità. La cifra sarà determinata una volta che i Grassi avranno certezza su quanto ricaveranno dalla vendita di Poggio. Ma facendo due conti alla fine il Gruppo potrebbe contare su un capitale fresco che si avvicina ai 10 milioni di euro. L'incontro tra i soci del Gruppo, Colacem compresa, è fissato per giovedì prossimo. Sarà in quell'occasione che si avranno le cifre esatte dell'operazione che porterà a una ristrutturazione. «Il pool di professionisti - sottolinea Grassi - avranno anche il compito di contattare le banche e i fornitori per studiare insieme una soluzione». I debiti maggiori infatti la Grassi non li avrebbe con il sistema bancario (dove però sono stati fatti scontare dei crediti come quello di Btp) ma proprio con le aziende del sistema. E sempre la prossima settimana è fissato un incontro anche con i sindacati. «Non sappiamo esattamente cosa riferiremo loro - è sempre Sandro Grassi a parlare - proprio perché i dati e le strategie precise non potremo averli prima di giovedì». Di una cosa però i Grassi dicono di essere certi. «Faremo tutti gli sforzi che sono nelle nostre possibilità per andare avanti con le nostre aziende e su questo territorio dove lavoriamo da decine di anni». Le difficoltà dell'azienda Grassi sono le stesse di altre aziende, di medie dimensioni, che operano nell'area metropolitana. Il sistema dell'edilizia toscano infatti era organizzato su una manciata di aziende di grandi dimensioni che lavoravano in collaborazione con una rete di aziende di dimensioni medie e che a loro volta si avvalevano di piccoli artigiani. Una ragnatela che vede tutti uniti e legati insieme. Tutti costretti a combattere per uscire da uno dei periodi più neri dell'edilizia. I.R.
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