Sicurezza
I lavoratori Btp si sentono abbandonati
Ilenia Reali
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Un centinaio di lavoratori ha partecipato ieri alla conferenza stampa Chiedono a gran voce un incontro al commissario. «Ci tenga informati sul nostro futuro»
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PRATO. Siedono alle loro scrivanie della sede di Calenzano in attesa che accada qualcosa. Cosa non lo sanno ancora. Ed è proprio questo silenzio quello che brucia di più ai dipendenti della Btp che ieri mattina hanno convocato una conferenza stampa per farsi sentire. Per dire che la Btp spa ha 750 dipendenti che da un giorno all'altro rischiano di perdere il posto. E che con loro rischiano grosso anche i colleghi delle aziende fornitrici e subappaltatrici del distretto. E che, forse, qualche attenzione in più la meritano. Una situazione di crisi che va avanti da anni. Già l'anno passato fu stipulato con le banche un piano di ristrutturazione del debito che prevedeva, a determinate scadenze, incassi derivanti da dismissioni immobiliari. Un piano che non ha avuto un esito positivo e che ha portato sulla sedia più alta dell'impresa di Calenzano un commissario, Bruno Inzitari, nominato dal Tribunale. L'obiettivo del professore Inzitari era quello di portare le banche a elaborare un piano di ristrutturazione del credito legato alla 182 bis. Un'operazione che avrebbe accontentato tutti: l'indotto che non avrebbe perso i propri crediti e i dipendenti visto che l'attività sarebbe continuata. Una strada che sembrava già delineata e sicura: gli istituti di credito infatti avevano concesso un prestito ponte di 30 milioni di euro proprio per riattivare i cantieri e dare ossigeno all'azienda in attesa della chiusura dell'accordo di ristrutturazione. Adesso tutto sembra cambiato. Dopo l'ultima udienza in Tribunale, è emerso che la strada della ristrutturazione è difficilmente percorribile e si è cominciato a parlare di concordato, in questo caso quindi ci sarebbe la riscossione dei crediti da parte dell'indotto solamente di una percentuale. Intanto tre offerte di acquisto per la parte pubblica sono sulla scrivania del commissario ma di queste proposte non si sa niente. Strabach e Toto hanno aggiunto le loro offerte a quella di Impresa (che c'è da settembre dell'anno scorso) e nella prossima settimana si dovrebbe sapere chi acquisterà il ramo dell'azienda. I lavoratori sono preoccupati. Spiegano Edoardo Belloni e Chiara Barresi, rispettivamente di Filca Cisl e Fillea Cgil a nome dei colleghi: «Non si sa esattamente a cosa siano interessati, non si sa quanti dipendenti siano disponibili a riprendere. Inoltre abbiamo appreso che ci sarebbe anche un'azienda ad affittare il ramo d'azienda del settore edilizia privata ma al momento non si sa quanti lavoratori possano essere reimpiegati neppure qui». Il rischio è che Btp diventi un uragano che distrugge tutto. Dentro e fuori. «Negli ultimi tempi - spiegano i due rappresentanti sindacali interni - sia i sindacati nazionali sia territoriali hanno più volte fatto richiesta all'amministratore giudiziale di conoscere lo stato delle trattative in corso. Lo stesso abbiamo fatto noi senza peraltro aver avuto alcuna risposta finalizzata a un incontro. Ci ha risposto che non c'era niente di nuovo da dire». E proprio per questa risposta negativa i dipedenti hanno deciso in assemblea di far sentire la loro voce attraverso i giornali. «Abbiamo molte domande da fare al commissario», dicono. Tra queste capire il motivo della gestione della risoluzione di alcuni contratti di appalto o capire se il Quadrilatero potrà assorbire personale della sede di Calenzano E i dipendenti fanno anche capire che sulla gestione dell'azienda potrebbero anche dare il loro contributo mettendo a disposizione l' esperienza nella gestione dei cantieri maturata negli anni. «Il nostro obiettivo è salvare l'azienda perché solo così salveremo il nostro posto di lavoro», concludono.
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