Il Tirreno

Prato

Il Comune collocherà sistemi di allarme e segnalatori con sbarra in caso di allagamento

Sottopassi messi in sicurezza

Mar.Lar.
Il sottopasso di via Ciulli dove morirono tre donne
◗
Il sottopasso di via Ciulli dove morirono tre donne

Stanziati 120mila euro per interventi in varie zone

2 MINUTI DI LETTURA





 PRATO. Mai più tragedie come quella capitata a tre donne cinesi nel sottopasso di via Ciulli il 5 ottobre scorso, tanto da rimetterci la vita per colpa di un violento acquazzone. E mentre è in corso un'inchiesta della magistratura per appurare le responsabilità, il Comune non vuole farsi trovare impreparato all'arrivo delle prime piogge autunnali: saranno stanziati circa 120mila per la messa in sicurezza di 7 sottopassi, in primis quello di via Erbosa, via Marini e via Traversa Cellerese. E per fare in modo che i passaggi sotterranei non si trasformino in trappole mortali per le auto riempiendosi d'acqua, questo «mini-progetto con uno studio sul rischio idrogeologico», come lo definisce l'assessore alla Protezione civile Dante Mondanelli, prevede per i sottopassi la dotazione di sistemi di allarme e segnalatori con sbarra in caso di allagamento. L'obiettivo è di andare a gara con l'assegnazione dei lavori prima del prossimo autunno. Mondanelli e il suo braccio destro della protezione civile Sergio Brachi non stanno dunque alla finestra. Gli occhi sono puntati, in particolare, sul rio Vella e sui fossi limitrofi ai centri abitati. «Abbiamo partecipato a un bando europeo per interventi di manutenzione straordinaria chiedendo un finanziamento di 158mila euro».  Tra le varie ipotesi, quella dell'interramento del rio Vella tra via Pacini e via Vella. Ma è l'intreccio confuso di competenze su chi fa cosa nel proprio raggio d'intervento, quello del Comune o di altri enti (comprese le partecipate), a ingessare l'operatività necessaria per prevenire poi l'irreparabile. Difficoltà burocratiche che Brachi della protezione civile bene esemplifica. Le acque del rio Vella, ad esempio, dovrebbero essere di competenza sia dell'amministrazione che dei "frontisti" (in pratica, i residenti) quando entrano nel centro abitato. Responsabilità che, a sentire la protezione civile, passerebbe a Publiacqua quando il fiumiciattolo viene intubato e non scorre più a cielo aperto.  Districarsi in questa giungla di competenze non è facile. «Comunque - precisano Mondanelli e Brachi - abbiamo provveduto alla ripulitura della zona a nord di Figline a fine 2010 lavorando a stretto fianco con Asm».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web