La protesta
Schiaffo al Comune Silli e Mondanelli: «Triste voglia di rivalsa politica»
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L’assessore alle Politiche d’integrazione Giorgio Silli ha attaccato la Provincia per la mancata informazione sull’arrivo dei profughi4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Arrabbiati. Molto. Per il metodo, per lo schiaffo istituzionale, per «questo squallido braccio di ferro politico scatenato da un accordo tra Provincia e Regione che ci ha completamente messi da parte in una logica, triste, di rivalsa». Parole pesantissime - si va dal dolo, alla macchinazione, alla strumentalizzazione - quelle dell'assessore all'Immigrazione Giorgio Silli e alla Salute e sociale Dante Mondanelli sull'arrivo dei tredici richiedenti asilo. Arrivati ieri pomeriggio nella struttura di Cerreto messa a disposizione dell'Opera Santa Rita, cioè la Diocesi, con i buoni uffici della Provincia che ha coordinato l'operazione. Spiazzando completamente il Comune che solo martedì alle 14 è stato messo a conoscenza - grazie a una telefonata dell' assessore provinciale Loredana Ferrara a Silli - dell'imminente trasferimento. «Preciso - dice Silli - che fino alle 21 di martedì sera dell'arrivo dei richiedenti asilo non ne erano a conoscenza né il questore né il prefetto. Una situazione di grande imbarazzo - continua - visto che le persone in attesa di accoglienza dovranno prima essere visitate, poi fotosegnalate e se non hanno fatto la richiesta di asilo politico dovranno utilizzare l'unico ufficio autorizzato ad avviare la pratica che è quello del Comune». «Una gestione incredibile - è il commento di Mondanelli - che non ha come obiettivo la risoluzione dei problemi ma la visibilità politica. Faccio presente che se un minore dovesse allontanarsi dalla struttura di Cerreto e perdersi in città la responsabilità sarebbe del Comune e non certo della Provincia». L'ennesima lite istituzionale tra Comune e Provincia sugli immigrati, messa "nero su bianco" in una lettera di protesta immediatamente scritta dal sindaco Roberto Cenni e firmata anche dagli assessori, è arrivata ai piani alti della Regione. Di ieri infatti l'incontro fissato già da tempo tra Cenni e Rossi per parlare del progetto Prato ma nel quali è stata affrontata, solo a margine,la questione profughi. «Rossi - hanno sottolineato gli assessori - se deciderà di andare avanti si assumerà tutte le responsabilità del caso». Il consiglio del Comune è quello di trovare una via d'uscita. Che Silli, rimarca, era stata già messa sul tavolo: «Avevo proposto - spiega - di allargare ai Comuni del circondario l'ingresso nel progetto profughi gestito dal Comune (45 già residenti nel comune da tempo ndr) anche vista la disponibilità degli stessi sindaci ad accogliere una quota di profughi. Ma non ho avuto alcuna risposta». Per questo e per l'ultimo "schiaffo" l'assessoro minaccia «di interrompere ogni e qualsiais progetto o protocollo avviato assieme da Comune e Provincia. Anche quelli che un po' di denaro potrebbero fare arrivare sul territorio. Tanto più - sottolinea - che il contributo della Provincia è molto contenuto». E giù numeri: sul progetto rifugiati la provincia mette 2500 euro, il Comune 100mila; sui programmi scolastici per l'immigrazione la Provincia investe 50mila euro, il Comune 150mila; Provincia morosa del 2010 per 10mila euro sul Laboratorio del Tempo, morosa sull'Urp «e sulla compartecipazione della gestione della sala di protezione civile - attacca Mondanelli - per 10mila euro nel 2009 e altrettanti nel 2010». Ed è sempre l'assessore al Sociale che qualcosa da dire ha sulla scelta della struttura di accoglienza, la casa Madanna della Tenerezza «che non ha ottenuto l'idoneità per realizzarvi un centro di accoglienza per tossicodipendeti e che non ha l'allacciamento all'acquedotto». Mondanelli annuncia che farà un bando per richiedere che anche la casa dell'Opera Santa Rita «rientri tra quelle strutture da utilizzare per arginare l'emergenza abitativa che a Prato non è un problema del futuro, esiste già ed è gravissimo». E spiega anche perché: «Nel novembre scorso ho chiesto a Diocesi e associazioni di concertare con il Comune un nuovo patto della città sul sociale chiedendo anche la disponibilità di immobili. E nessuno mi ha risposto. Se la struttura di Cerreto è in grado di ospitare i profughi, in futuro potrà accogliere anche i bisognosi pratesi, qualsiasi colore di pelle abbiano». Infine un passaggio sul vescovo «tirato per la giacchetta - è l'opinione di Mondanelli - da Provincia e Regione». «Il vescovo Simoni - è il parere di Silli - ha fatto il suo mestiere. Ed è un bene. E' la Provincia - conclude - che ha usato la sua disponibilità per contrapporsi strumentalmente al Comune».
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