Il Tirreno

Prato

La Provincia afferma la correttezza delle procedure e che i dirimpettai erano a conoscenza dei movimenti

«Il Comune soffre di vittimismo»

L’arrivo dei richiedenti asilo a Cerreto Vi sono anche due donne e una bimba
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L’arrivo dei richiedenti asilo a Cerreto Vi sono anche due donne e una bimba

Gestri e Ferrara: «Lo sgarbo l'hanno fatto loro rappresentando una realtà falsa»

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PRATO. Macchè sgarbo istituzionale. «Lo sgarbo l'ha fatto il Comune rappresentando una realtà falsa». Poderosa la risposta del presidente della Provincia Lamberto Gestri e dell'assessore all'Immigrazione Loredana Ferrara, agli affondi del Comune. «E' il Comune che soffre di vittimismo». E ancora: «L'iter seguito dalla Provincia che deve coordinare l'accoglienza, è stato istituzionalmente ineccepibile e ha seguito quelli che sono i dettami costituzionali e gli accordi tra governo di centrodestra e Regioni». «Mi auguro - dice Ferrara - che la civicità del sindaco Cenni si faccia sentire per riportare la sua maggioranza su scelte logiche, fuori da questa deriva eversiva che rischia di trascinare la città in dinamiche che nulla hanno a che vedere con la legalità». Bordate pesanti, quasi definitive. Perché la spaccatura tra le due istituzioni cittadine non è mai stata così profonda. A dividere la questione profughi. «La Provincia - commenta Ferrara - ha svolto il suo compito istituzionale con orgoglio dando il suo contributo all'emergenza e nella consapevolezza che svolgere ruoli istituzionali significa anche non nascondersi». Giocherella con un volantino, disegnato da alcuni bambini delle scuole e distribuito ieri per strada: «Ecco - dice - questo è quello che i bambini, coinvolti in un progetto di integrazione, pensano». Gira il volantino: solo una scritta colorata: "Di che nazionalità sei? L'unica nazionalità che conosco è quella umana". «Si tratta - spiega - di una frase di Einstein ed è la dimostrazione che questa città è in grado di guardare oltre la vuota conflittualità».  Parole di speranza, che si trasformano non appena si enta nel vivo della polemica. «Sono ricostruzioni fantasiose - attacca - quelle secondo le quali Provincia e Regione avrebbero tenuto all'oscuro il Comune dell'arrivo dei profughi. Silli - puntualizza - sapeva tutto perché ha partecipato alle riunioni in Provincia e in Regione nelle quali le associazioni cattoliche hanno messo a disposizione le strutture per l'accoglienza. Se poi, dopo aver ribadito l'indisponibilità del Comune, non ha più partecipato e si è autoescluso, sono fatti suoi non della Provincia». Che - ribadisce Ferrara - non ha saputo dell'arrivo dei tredici richiedenti asilio prima di martedì. «Tutto si è svolto nell'arco di una giornata - racconta Ferrara - la Regione mi ha avvertita dell'arrivo del gruppo a fine mattinata. Immediatamente ho fatto un giro di telefonate per capire se una delle case messe a disposizione dalla Diocesi fosse pronta. Ottenuto l'ok per la struttura di Cerreto ho avvertito Silli». Questione di poche ore, un paio, secondo Ferrara. Che risponde attaccando e parlando di «ricatto istituzionale del Comune» alla minaccia di Silli di interrompere protocolli e progetti comuni sul fronte immigrazione. «Alcuni progetti soprattuto quelli ministeriali e europei sono assieme - dice - e il Comune è capofila. Ma la Provincia e le associazioni partecipano a pieno diritto e non certo su invito dal Comune». Sul fronte "morosità" (l'elenco fatto dal Comune dei mancati pagamenti da parte della Provincia) Ferrara è netta: «Alcuni fondi li abbiamo tagliati per problemi di bilancio. Ma dal Laboratorio del tempo la Provincia è uscita per colpa del Comune. Ci fu chiesto di partecipare alle spese a metà o di andarcene. Siccome non potevamo garantire la cifra (circa 50mila euro ndr) abbiamo detto arrivederci. Tanti altri progetti invece - aggiunge - li gestiamo da soli senza alcun bisogno del Comune». Punto e a capo.  Determinato anche il presidente Gestri reduce da un incontro in Regione con il presidente Rossi e il sindaco Cenni: «Ma giuro - dice - non abbiamo parlato dei profughi». E' stato Gestri ad avvertire personalmente il sindaco Cenni dell'arrivo imminente dei tredici richiedenti asilo. «La telefonata di martedì non è andata molto bene - scherza - meglio quella di ieri mattina». Anche secondo Gestri il «Comune era a conoscenza di ogni passaggio» e conferma la corretta gestione della vicenda da parte della Provincia. Gestri chiude con una nota amara: «Davvero abbiamo paura di accogliere in casa tredici disgraziati e un bambino di sette mesi? Siamo arrivati a questo? Mi sento indignato».

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