Sicurezza
Nomine, ripartono i mal di pancia del Pdl
Cri.Or.
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Da sinistra Maurizio Fioravanti, Riccardo Marini e Alessandro Giusti Giusti confermato alla presidenza dei sindaci revisori di Interporto
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PRATO. Mal di pancia. Ancora. Nella maggioranza in Comune, naturalmente. E per le prime nomine andate in porto. Nulla di clamoroso, molte riconferme, ma già sufficienti a far dire a mezza voce che la liaison tra il sindaco Roberto Cenni e il centrosinistra continua e che la barra del sindaco col vestito della civicità si mantiene diritta su scelte compiute in piena autonomia senza dare ascolto ai partiti. Che pure esistono - è il ragionamento - che l'hanno eletto e che in questa fase post elettorale di difficoltà generalizzata un po' di voce la vogliono. Soprattutto il Pdl, partito di maggioranza relativa. «E non è nemmeno questione di avere una poltrona in più o in meno - dice chi il Palazzo lo frequenta e lo conosce - ma di avere quel riconoscimento che ci spetta». Bene, cos'ha creato malumore? La riconferma - tanto per dirne una - alla presidenza del collegio sindacale di Interporto del commercialista Alessandro Giusti, giudicato vicino al centrosinistra. «Ma si tratta - è il commento dell'altra parte della barricata - di professionisti che volano alto e che poco e nulla hanno a che fare con la politica». Giusti - che però divenne presidente delle società che gestirono assieme a Cenni l'ippodromo ad Agnano e Cinquale - è l'unica riconferma del collegio sindacale dal quale sono usciti Riccardo Rossi e Paolo Biancalani e hanno fatto il loro ingresso Foresto Guarducci, altro commercialista storico di Prato e Alessia Bastiani, nominata dalla Camere di Commercio di Prato e Firenze. Vissuta, in casa Pdl, come una sconfitta a metà è anche la riconferma che ormai appare scontata di Maurizio Fioravanti alla presidenza del Pin. Fioravanti, costituzionalista di chiara fama, non verrà però votato dal Comune (nonostante la nomina del presidente sia in capo all'ente) ma dagli altri soci sì. La sua riconferma infatti è stata sostenuta strenuamente dall'Università di Firenze. Premio di consolazione: la nomina dell'altro consigliere del cda che il Comune dovrà fare. E sul nominativo il dibattito è aperto. Pare però che l'indicazione che il sindaco Cenni si appresterebbe a fare convinca poco i partiti. Meno problematica - almeno così sembra - una delle nomine per il rinnovo del cda di Firenze Fiera. In pool sarebbe il presidente dell'Unione industriali Riccardo Marini che piace al sindaco e sulla quale i partiti pare non facciano resistenza. Sempre aperta, infine, la questione della successione alla presidenza di Gida con Carlo Longo, presidente anche della Camera di Commercio, sull'altalena. Cenni lo vorrebbe confermare, il vicecoordinatore vicario Pdl Filippo Bernocchi pure. Storcono il naso, invece, il coordinatore Pdl Riccardo Mazzoni ma anche gli industriali che proprio ultimamente avrebbero rispiegato le loro ragioni al sindaco. Longo resiste per ora mentre rispunta il nome di Aurelio Biscotti. E' comunque una fase travagliata nella maggioranza in Comune, di manovre e tentativi di organizzare una macchina soddisfacente per tutti. Per questo molte speranza si ripongono nella costituzione di quell'organismo che farà da camera di compensazione tra la giunta, i partiti e il consiglio comunale. Sono impegnati a farlo partire il prima possibile in particolare Pdl e Fli. Questa sorta di cabina di regia sarà il luogo - così spera la coalizione - dove verranno prese le decisioni ultime, finalmente concordate. Un passaggio necessario, secondo il Pdl, anche per alleggerire la fronda, che pure esiste, contro la giunta. A farne le spese - unica per il momento - l'assessore Annalisa Nocentini accusata, da una parte degli azzurri, di non svolgere a dovere il suo ruolo. La voglia di rimpasto nei partiti c'è. Ma non nel sindaco Cenni, ben cosciente che così facendo, aprirebbe una breccia nel fortino.
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