Il Tirreno

Prato

E' il momento dell'export kit

Il segretario generale Luca Galli
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Il segretario generale Luca Galli

Il mercato del made in Italy è in ripresa: consigli utili per gli artigiani

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PRATO. L'export sale e traina la ripresa. Alla luce di quanto emerso da un'analisi condotta dall'ufficio studi di Confartigianato, il segretario provinciale Luca Galli suggerisce alle piccole imprese di munirsi di un "Export kit" per penetrare meglio i mercati internazionali. Per l'export made in Italy è un 2010 carico di segnali positivi: complessivamente, lo scorso anno sono volati nel mondo prodotti manifatturieri per un valore di 332.240 milioni di euro, con un aumento del 15,7% rispetto al 2009. Quasi il 60% dei prodotti italiani ha raggiunto i mercati dell'Unione Europea, mentre il restante 43,1% è stato venduto nel resto del mondo, con un aumento del 16,7% rispetto al 2009. I migliori "clienti" per l'Italia risultano Turchia, Cina, India Russia e Stati Uniti. «Tuttavia - fa notare il segretario generale di Confartigianato Imprese Prato Luca Galli- per il nostro target di imprese, i mercati più interessanti restano quelli europei perché sono più facilmente penetrabili da un punto di vista gestionale e organizzativo».  Tra le cinque regioni che insieme coprono il 73% delle esportazioni italiana, figura anche la Toscana, che conferma la sua vocazione all'export. A livello provinciale, Prato nel 2010 ha esportato lo 0,7% dei suoi prodotti manifatturieri facendo registrare una variazione percentuale del 17,5% rispetto al 2009. La tendenza positiva del 2010 viene confermata nei primi mesi di quest'anno: nel primo bimestre del 2011 si registra una crescita di oltre il 21% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo del 2010, con una battuta d'arresto per l'export verso il Nord Africa, dove nei primi mesi dell'anno le vendite made in Italy sono calate del 6,4%.  Per le piccole imprese che vogliono agganciare questo trend, è tempo di ripensare la strategia di penetrazione dei mercati internazionali. «I dati del nostro ufficio studi confermano che l'alta qualità dei prodotti made in Italy realizzati dalle nostre imprese, è vincente sui mercati esteri - continua Galli - Per questo, l'obiettivo dell'associazione è di supportare il più possibile gli artigiani in questo cammino ripensando con loro i meccanismi di internazionalizzazione. Come Confartigianato, abbiamo un ufficio dedicato che si occupa di organizzare missioni all'estero e di incoming, ma non è sufficiente». Occorre cambiare strategia imprenditoriale: «E' necessario che le imprese comincino a strutturarsi - prosegue il segretario- sarebbe utile, per esempio, che si dotassero di un Export Kit composto da una cartella stampa, un catalogo dei prodotti, un sito internet da cui far passare gli ordinativi e una struttura finaziaria in grado di garantire il supporto necessario».

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