La manifestazione
Sit in dei nomadi in piazza del Comune
Alessandra Agrati
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Labbraccio dopo il litigio tra lassessore Mondanelli e Duja Ahmetovic Lite con l'assessore Grazzini. Mondanelli media ma «così non va»
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PRATO. Duja Ahmetovic insieme alla figlia Patrizia, rom che vivono ai margini del campo sinti nel viale Marconi, e a Marcello Zunisi dell'Opera Nomadi ieri hanno organizzato un sit in in piazza del Comune con l'obiettivo di essere ricevuti dal sindaco Cenni, ma l'attesa è degenerata quando è passato l'assessore allo sport Matteo Grazzini. La zuffa verbale è avvenuta fra Zunisi e Grazzini; sono volate parole grosse "razzista", "Passiamo con le ruspe sul campo", ma alla fine con l'arrivo dell' assessore Mondanelli il clima si è fatto più tranquillo. «Innanzitutto - ha esordito l'assessore - il mio relatore non è Zunisi in quanto ho una diffida a suo carico da parte di Opera Nomadi». Premesso questo Mondanelli ha ricordato che per Duja sono state offerte ben tre soluzioni, che la profuga di guerra ha comunque rifiutato: trovare ricovero presso una struttura della Caritas, andare da uno dei due figli (entrambi hanno una casa di proprietà) oppure essere ospitata all' interno del campo Sinti a condizione che sia da sola. «Per la figlia Patrizia - ha chiarito l'assessore - non ci sono alternative perché la sua famiglia, è intestataria di alcuni conti in banca che garantisco l'autosufficienza. Ricordo che la famiglia Ahmetovic è stata seguita dagli assistenti sociali e che lo stesso don Santino Brunetti ora mi ha consigliato di non intraprendere più nessun percorso». Zunisi ha chiarito la sua posizione come presidente di Opera Nomadi e ha annunciato che chiederà un incontro in assessorato perché madre e figlia non vengano divise. «Dunja deve subire un'operazione e ha bisogno delle cure di Patrizia." La diretta interessata, nel frattempo, cambia idea e promette a Mondanelli, abbracciandolo e accarezzandolo, di accettare il ricovero presso il campo sinti e di andarci da sola. «A casa dei miei figli non ci voglio andare, per me sono morti». Eppure questo ramo della famiglia è riuscito a rifarsi una vita; il figlio Alessandro ha acquistato una casa come il fratello Walter che nel 2009 era stato sfrattato per morosità da una casa del Comune. «La situazione a Prato - ha sottolineato Mondanelli - è tragica. Quando viene rifiutato l'aiuto della rete familiare è ingiusto trovare altre soluzioni; sarebbe lo stesso che un padre di famiglia con bambini piccoli rifiutasse di andare a vivere con i suoceri perché non li sopporta». Diversa la posizione di Zunisi: «Il progetto dell' amministrazione di voler fare una pista per le macchinine radiocomandate e lo sviluppo di un immaginario parco giochi sostenuto da alcuni imprenditori. Si basa solo su parole e incerti e traballanti piani di sviluppo dell'area».
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