Monni insegna a pagare le tasse
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Lattore Carlo Monni farà lezione nelle scuole pratesi sullevasione Spettacolo nelle scuole sull'educazione fiscale promosso dalla Regione
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PRATO. Viene da Carmignano e parla anche dei cinesi a Prato "Carlo l'evaso", il personaggio che il comico campigiano Carlo Monni porterà nelle scuole per parlare di evasione ed educazione fiscale ai ragazzi. Perchè combattere l'evasione è anche questione di educazione. Perchè le tasse le pagano i buoni e bravi cittadini e chi non lo fa non lo è. «Perchè chi non paga le tasse ruba un pezzo di futuro ai giovani» sottolinea l'assessore regionale alle Finanze e al Bilancio Riccardo Nencini. E i cittadini vanno educati, per tempo. A scuola magari. Da qui l'idea di organizzare un blitz teatrale nelle scuole: uno spettacolo messo in scena dallo stabile "Pupi Fresedde - teatro di Rifredi" e finanziato direttamente dall'assessorato al Bilancio della Regione. Ieri mattina l'assessore Riccardo Nencini ha illustrato a Firenze la strategia 2011 di contrasto all'evasione fiscale e all'illegalità economica in Toscana. "Chi evade ti danneggia! Facciamolo smettere" è lo slogan scelto. L'evasione fiscale provoca lavoro nero. L'evasione si accompagna al mancato rispetto delle principali regole sulla sicurezza sul lavoro. L'evasione è causa di abusivismo, sfruttamento e pratiche illegali che si consolidano nel tempo. E viceversa. L'evasione fiscale svuota le casse pubbliche, costringendo a tagliare servizi. Per invertire la rotta la Regione lancia quattro campagne. Ce n'è una sul bollo auto: non lo paga per tempo uno sette, nella provincia di Prato sono 33.226 su 206.859 (il 16,06%). E da Prato partirà un progetto pilota. C'è una seconda campagna su Irap e addizionale Irpef e una sui crediti non riscossi. Luci accese sulle aziende con meno di diciotto mesi di vita, per scovare gli evasori prima che scompaiano. «Come succede a molte ditte cinesi» annota l'assessore Nencini. Attenzione anche sulle norme sulla sicurezza sul lavoro: è illegalità e evasione anche quella e saranno potenziati i controlli. A partire da Prato. Ma c'è anche il teatro appunto, con Carlo Monni, Andrea Bruno Savelli e "Pupi e Fresedde" e il teatro di Rifredi. Il testo è un dialogo, tra un tenente della polizia che gira per le scuole per spiegare cosa è il fisco e l'importanza di pagare le tasse e un evaso (Carlo Monni appunto), vestito da galeotto come in un fumetto, che racconta che gestiva un'osteria a Carmignano sulle colline medicee di Prato - «dopo Poggio a Caiano ma prima di Buriano, un posto decisamente fuori mano» -, e spiega di esser finito in carcere per una truffa del commercialista, fatta a sua insaputa. Quando entra il tenente, Carlo si nasconde tra i ragazzi, spacciandosi per un ripetente un po' cresciuto. E tra una gag e l'altra si parla anche dei cinesi e dei capannoni di Prato, «dove boss spregiudicati tengono centinaia di persone a lavorare e dormire, senza carta d'identità, senza pagare contributi, che è già è grassa se gli danno un po' di paga sotto pagata, e quando muoiono li fanno sparire nel nulla e li sostituiscono con qualche altro clandestino, che siccome è clandestino si ricatta meglio». «Una vera e propria industria dell'evasione - si sottolinea - Commerciano senza fatture e a prezzi talmente irrisori che fanno morire le altre aziende». Ma non sono solo gli stranieri. «Ci sono italiani - spiega sempre il tenente ai ragazzi - che attraverso società finte fanno di tutto per non essere da meno».
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