Il dolore
In commissione urbanistica arrivano le osservazioni, ultimo passo prima dell’approvazione in consiglio comunale
La giunta rispolvera la variante Declassata
◗
Un veduta dell’area interessata alla variante della DeclassataNon c'è però il polo espositivo. L'assessore Cenni: «I privati potranno procedere con gli interventi»
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Presa, spolverata e avviata all'approvazione definitiva (è già stata adottata). E' la variante Declassata, proprio quella dell'ex giunta Romagnoli, che ricompare in commissione urbanistica, portata dall'assessore Gianni Cenni, per discutere le osservazioni. Che sono sedici e che rappresentano l'ultimo passo prima di quello definitivo: il secondo passaggio in consiglio comunale. Sì, la giunta Cenni ha intenzione di portare a compimento e a passo svelto, la variante Declassata. «Perché vogliamo dare un segnale positivo ai privati - spiega l'assessore Cenni - che in mancanza dello strumento sono ancora bloccati».
Mille le perplessità del centrosinistra: «Si tratta di una inversione di rotta totale - dice Massimo Carlesi, membro della commissione e presidente del gruppo Pd - rispetto alle strategie della giunta annunciate all'insediamento e che ci preoccupa molto perché manca un quadro complessivo degli interventi». Taglienti i giudizi dell'ex assesore all'urbanistica Stefano Cioffo - presente in commissione. «La volontà di approvare la variante è una conferma che la pianificazione da noi svolta era appropriata. Ma è anche la dimostrazione della mancanza di idee alternative di questa giunta». Si va avanti, dunque, ma non su tutto. Perché sul cosiddetto "nodo uno" quello che avrebbe dovuto contenere il polo espositivo, sui terreni Consiag, si procede per stralci.
Ovvero il progetto del polo restra nel cassetto «in attesa di riaprire il dialogo - spiega l'assessore Cenni - con l'azienda e con i Comuni soci sulla destinazione dei terreni. I presupposti per un'apertura ci sono. Bisogna solo sedersi ad un tavolo». Al quale dovrà partecipare anche la Regione. «Che finalmente - dice Cenni - ha mostrato disponibilità, per voce dell'assessore Luca Ceccobao, a riconoscere la Declassata non come strada unicamente comunale ma di interesse interprovinciale e quindi di competenza regionale». Cosa accadrà, quindi? Che l'area del nodo uno procederà su iniziativa dei privati, fatto salvo il polo. «Significa che i piani attuativi che gravano sul quel pezzo di territorio - continua Cenni - potranno procedere ma senza più la regia del Comune». Interesse, da parte dei privati, è stato mostrato per avviare la realizzare il parco della Fonti. «Si tratta della grande area verde a nord della Declassata - aggiunge l'assessore - che prevede una parte di edificazione nei pressi di via Zarini». A realizzare l'intervento tre studi tecnici: Palumbo, Formichella a Gestri-Ballerini.
Nel nodo uno anche Esselunga-Pratilia, il recupero delle Officine Bigagli (il progetto tra l'altro prevedeva la costruzione di un albergo), e il parco delle scultura (in mano pubblica) di fronte al Pecci. Stralcio - grazie al recepimento dell'osservazioni fatta degli uffici della Mobilità, approvate dalla maggioranza con il centrosinistra astenuto - per l'area di via del Porcile, di fianco all'ex Decathlon e dietro il McDonald's, sulla quale dovrebbe nascere il deposito Cap. E' stata indicata come zona di servizio alla mobilità perché lì, una volta, avrebbe dovuto sorgere il terminal della tramvia. Insomma, si vedrà prima o poi, cosa andrà ad occuperà quell'area. Recepita, questa volta invece all'unanimità, un'altra osservazione degli uffici tecnici comunali, che riguardava un intervento di housing sociale nella zona di via di Gello. In questo caso, però, il nodo preso in considerazione è il due. Se tutto resterà come nelle previsioni della variante Declassata, la giunta si impegnerà anche a interrare la Declassata in via Roma (tra il nodo uno e il nodo due) e a rendere edificabile un'area alla rotonda di Capezzana (nodo tre). Resta il punto interrogativo sul futuro dell'area ex Banci.
L'intenzione della giunta è di creare un polo multifunzionale che serva l'area metropolitana in sinergia con la Regione. Ma lì il sindaco Roberto Cenni - anche recuperando almeno una porzione della fabbrica - vorrebbe nascesse un museo delle terre: porzioni delle terre del mondo per rimarcare la multietnicità di Prato.
Mille le perplessità del centrosinistra: «Si tratta di una inversione di rotta totale - dice Massimo Carlesi, membro della commissione e presidente del gruppo Pd - rispetto alle strategie della giunta annunciate all'insediamento e che ci preoccupa molto perché manca un quadro complessivo degli interventi». Taglienti i giudizi dell'ex assesore all'urbanistica Stefano Cioffo - presente in commissione. «La volontà di approvare la variante è una conferma che la pianificazione da noi svolta era appropriata. Ma è anche la dimostrazione della mancanza di idee alternative di questa giunta». Si va avanti, dunque, ma non su tutto. Perché sul cosiddetto "nodo uno" quello che avrebbe dovuto contenere il polo espositivo, sui terreni Consiag, si procede per stralci.
Ovvero il progetto del polo restra nel cassetto «in attesa di riaprire il dialogo - spiega l'assessore Cenni - con l'azienda e con i Comuni soci sulla destinazione dei terreni. I presupposti per un'apertura ci sono. Bisogna solo sedersi ad un tavolo». Al quale dovrà partecipare anche la Regione. «Che finalmente - dice Cenni - ha mostrato disponibilità, per voce dell'assessore Luca Ceccobao, a riconoscere la Declassata non come strada unicamente comunale ma di interesse interprovinciale e quindi di competenza regionale». Cosa accadrà, quindi? Che l'area del nodo uno procederà su iniziativa dei privati, fatto salvo il polo. «Significa che i piani attuativi che gravano sul quel pezzo di territorio - continua Cenni - potranno procedere ma senza più la regia del Comune». Interesse, da parte dei privati, è stato mostrato per avviare la realizzare il parco della Fonti. «Si tratta della grande area verde a nord della Declassata - aggiunge l'assessore - che prevede una parte di edificazione nei pressi di via Zarini». A realizzare l'intervento tre studi tecnici: Palumbo, Formichella a Gestri-Ballerini.
Nel nodo uno anche Esselunga-Pratilia, il recupero delle Officine Bigagli (il progetto tra l'altro prevedeva la costruzione di un albergo), e il parco delle scultura (in mano pubblica) di fronte al Pecci. Stralcio - grazie al recepimento dell'osservazioni fatta degli uffici della Mobilità, approvate dalla maggioranza con il centrosinistra astenuto - per l'area di via del Porcile, di fianco all'ex Decathlon e dietro il McDonald's, sulla quale dovrebbe nascere il deposito Cap. E' stata indicata come zona di servizio alla mobilità perché lì, una volta, avrebbe dovuto sorgere il terminal della tramvia. Insomma, si vedrà prima o poi, cosa andrà ad occuperà quell'area. Recepita, questa volta invece all'unanimità, un'altra osservazione degli uffici tecnici comunali, che riguardava un intervento di housing sociale nella zona di via di Gello. In questo caso, però, il nodo preso in considerazione è il due. Se tutto resterà come nelle previsioni della variante Declassata, la giunta si impegnerà anche a interrare la Declassata in via Roma (tra il nodo uno e il nodo due) e a rendere edificabile un'area alla rotonda di Capezzana (nodo tre). Resta il punto interrogativo sul futuro dell'area ex Banci.
L'intenzione della giunta è di creare un polo multifunzionale che serva l'area metropolitana in sinergia con la Regione. Ma lì il sindaco Roberto Cenni - anche recuperando almeno una porzione della fabbrica - vorrebbe nascesse un museo delle terre: porzioni delle terre del mondo per rimarcare la multietnicità di Prato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
