Il dolore
Il coordinatore del Pdl, Riccardo Mazzoni: «Consultazioni popolari che non hanno più senso»
Comitati e sinistra contro l'astensione
Valentina Ceccatelli
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Sotto Riccardo Mazzoni coordinatore provinciale del Pdl A meno di un mese dal voto ecco gli schieramenti in campo
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PRATO. Il referendum di giugno si avvicina, e forze politiche e comitati pratesi si dividono sulle posizioni da prendere. «Sulla questione dell'acqua - spiega Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale del Pdl pratese - il referendum viene fatto su un presupposto distorto». Ovvero, chiarisce Mazzoni, «se passa è a rischio l'impianto della legge Ronchi. Ci accusano di voler privatizzare l'acqua, ma non è così: la legge Ronchi in realtà penalizza chi la spreca e cerca di togliere di mezzo finte società private che hanno interessi in questo campo. Per quanto riguarda il nucleare, il referendum non ha più ragione di essere: dopo il disastro di Fukushima il governo ha fatto una moratoria ed ha di fatto abbandonato il progetto. Sul legittimo impedimento, infine, l'errore è stato fatto dalla Corte Costituzionale che lo ha dichiarato illegittimo dopo che era stato modificato seguendo i suoi dettami. È stata una decisione politica che ha fatto si che si sviluppassero il caso Ruby e altri situazioni in cui è impossibile governare, oltre a lasciare che la Procura di Milano si scatenasse. Il legittimo impedimento avrebbe fermato questo accanimento giudiziario, ma basta pensare che è un quesito proposto da Di Pietro e quindi, come tale, di stampo giustizialista e giacobino. Berlusconi avrebbe affrontato i processi dopo il mandato». E le polemiche che vedono il Pdl al lavoro per impedire al referendum di raggiungere il quorum? «La Costituzione prevede che un referendum lo raggiunga per essere valido - conclude Mazzoni - ma se le forze politiche di Governo sono contrarie, è legittimo che si pronuncino a favore dell'astensione: è illegittimo farlo per le elezioni, non per il referendum abrogativo». Un invito al voto arriva dal Pd: «Spingiamo per andare a votare e raggiungere il quorum - dice Alessio Pietrolungo, dei Giovani Democratici - per i giovani del Pd sono 3 si sicuri, mentre su uno dei due quesiti sull'acqua faremo una riunione a breve. Stiamo cercando di sostenere i comitati e fare una campagna più aggressiva del solito, visto che il governo nazionale e l'amministrazione locale non aiutano con l'informazione. Quello che il Governo sta facendo, spingendo verso l'astensione, è un atto gravissimo contro la democrazia italiana: il diritto-dovere al voto va sollecitato, e non arginato o bloccato. Stanno fingendo di risolvere i problemi senza dover fare il referendum, per poi ritirarli fuori esattamente uguali ad adesso». Quattro sì convinti arrivano, invece, da Idv, Legambiente e il Comitato referendario 2 si per l'acqua bene comune: «Sul nucleare gli italiani si sono già pronunciati e l'hanno già bocciato - dice Paolo Balestri di Legambiente - dopo Fukushima hanno proposto una sospensione, ma si deve andare a votare: sospensione non significa annullamento. È un Governo pasticcione che dice di sospendere e non abroga niente: è un tentativo di far saltare il referendum senza aver consultato i comitati promotori, quindi non accoglibile, senza contare che i tempi tecnici per eliminare il referendum non ci sono. L'acqua, invece, è una risorsa pubblica e non deve essere tale solo la titolarità, ma anche la gestione. Quella che il Governo sta facendo è un'operazione di disorientamento dell'opinione pubblica, facendo credere che il referendum non si farà». Della stessa opinione è l'Idv pratese: «L'acqua è un bene inalienabile, e la sua pubblicità dev'essere protetta - spiega Salvo Ardita - così come l'ambiente, dobbiamo investire in energie rinnovabili, non sul nucleare: con le rinnovabili si facilità il benessere del cittadino e si da ossigeno a settori lavorativi che funzionano. Il quesito sul legittimo impedimento, proposto dall'Idv, sostiene che la legge è uguale per tutti: si può essere legittimati ad assentarsi, ma occorre avere un rapporto con la magistratura, le persone hanno diritto di sapere se si ha davanti un innocente o un colpevole. E'fondamentale andare a votare, poi ognuno si esprima come vuole. Mi appello ai cittadini perché non perdano l'unico strumento democratico che hanno, visto che il Governo fa di tutto per far credere che il referendum non si farà». La stessa problematica è sollevata da Fabiana Fabbri, del comitato per l'acqua pubblica di Prato: «A volte, quando facciamo i banchini informativi, la gente si avvicina convinta che il referendum non si faccia più - spiega - quella del Governo è disinformazione, andare a votare è fondamentale. Noi non vogliamo che l'acqua sia gratuita, anzi: vogliamo che sia pagata carissima da chi la spreca, ma che la gestione sia pubblica e non in mano a Spa con dentro le varie multinazionali del settore. Ci dicono che l'acqua è già pubblica: è vero, è proprietà demaniale. Ma che succede se la gestione viene data in mano a privati? Potranno decidere prezzi e tariffe, e il loro interesse non è quello di offrire un servizio migliore, ma quello di fare profitti: non converrà nemmeno migliorare gli acquedotti e ridurre gli sprechi, visto che più acqua si consuma più guadagnano. Potranno chiuderci i rubinetti quando vorranno, visto che se l'acqua diventa merce non esisterà più il diritto di usufruirne per il minimo vitale: se la vuoi sgancia i soldi, altrimenti resti a secco».
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