Il dolore
Spese "allegre" per il bocciodromo Galilei 2
◗
Il bocciodromo di viale Galilei I lavori sono fermi da anniI lavori sono fermi da tre anni: e ci sono fornitori che attendono ancora di essere pagati
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Quell'angolo all'inizio del giardino degli Ulivi, nel viale Galilei, è da tempo ritrovo per gli anziani, ex soci del "Bocciodromo 2" e amici, di varie parti di Prato. Ci sono le poltroncine, alcune panchine, loro passano il tempo a chiacchierare, al fresco, o a giocare a carte dato che il pallaio è inutilizzabile e in forte degrado, non è un bel vedere per chi passa dalla ciclabile o dal viale Galilei. Gli anziani aspettano a gloria che l'opera sia terminata per poter anche divertirsi a giocare a bocce. Si potrebbe completare l'opera in un mese circa di lavori ma il cantiere è fermo da quasi tre anni. Oggi non esiste più l'associazione dei bocciofili, scaduta per legge. «Il progetto inizialmente era stato finanziato dalla Circoscrizione Nord - spiega il presidente Alberto Manzan - con i contributi l'assessorato allo sport metteva a disposizione delle Circoscrizioni. Noi per finanziare l'opera abbiamo attinto a questi fondi, ma il preventivo è stato largamente superato e non siamo più stati in grado di sostenere tale importo». «La storia di questo "pallaio" è cominciata nel 2004-2005 quando la Circoscrizione Nord stanzia poco più di 100mila euro per fare il Bocciodromo Galilei 2, richiesto dagli anziani - ricostruisce Matteo Grazzini assessore allo sport del Comune - - nel 2007-2008 iniziano i lavori, che in corso d'opera e su preventivi avallati dal direttore dei lavori scelto dall'associazione Bocciofila, passano da 105 a 220 mila euro, con oltre 100 mila in più già fatturati dalle aziende (che hanno ordinato i materiali ai fornitori) alla Bocciofila. Nel 2008 i lavori si bloccano e la Bocciofila chiede soldi in più alla Circoscrizione Nord che ovviamente non li ha». «Sono venuti in assessorato - prosegue l'assessore Grazzini - il presidente Manzan, gli anziani della Bocciofila e le ditte per metterci a conoscenza della questione. Il bocciodromo è quasi pronto, i lavori sono stati commissionati dall'associazione bocciofila e la Bocciofila emetteva i pagamenti. Il Comune è coivolto in quanto concessore del finanziamento iniziale tramite la Circoscrizione Nord e proprietaro formale dell'impianto che comunque (se fosse stato finito sarebbe stato gestito dalla Bocciofila). L'assessorato allo sport, al bilancio e al patrimonio si sono adoperati per salvare la situazione - spiega Grazzini - stiamo portando avanti un percorso che, in piena legalità, ci consenta di acquisire al patrimonio comunale l'impianto. Si tratta di soldi pubblici che, al momento, non possono essere tirati fuori per saldare debiti formalmente privati - l'assessore conclude - se si dovesse arrivare ad una causa legale, questa sarebbe tra chi ha commissionato i lavori (bocciofila e direttore dei lavori) e chi li ha fatti senza poi riscuotere (fabbro e muratore). Dispiace per chi ci ha rimesso (ditte) e gli anziani che non possono usufruire dell'impianto, di errori ne sono stati fatti tanti, rimediarli non è facile».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
