Il dolore
Zanusi: «Unanziana senza più dimora, un crimine contro i diritti umani»
Sfrattata Duja Ahmetovic Opera nomadi la difende
Al. Ag.
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Duja Ahmetovic, sua figlia Patrizia e Marcello Zanusi di Opera Nomadi 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Venerdì scorso l'assessore alle politiche sociali Dante Mondanelli, dopo l'ennesimo sopraluogo, ha dato lo sfratto alla famiglia di Duja Ahmetovic che vive a lato del campo sinti di via Marconi. Entro 15 giorni la famiglia rom deve trovarsi un altro luogo dove stare. «Mondanelli non ha motivato questa scelta - spiega Patrizia, la figlia - per questo lunedì insieme al nostro avvocato ci presenteremo al Palazzo Comunale per chiedere un appuntamento con il sindaco». La scelta di preferire Cenni è duplice; Mondanelli è stato perentorio e Duja in seguito ad una denuncia ha la diffida ad avvicinarsi ai servizi sociali. A fianco della famiglia Ahmetovic come sempre si è schierata Opera Nomadi che tramite Marcello Zanusi denuncia un sopruso e un atteggiamento illegale. «Quello che è successo è di una gravita inaudita. Mettere sulla strada una anziana cittadina con la sua famiglia è un crimine contro i più elementari Diritti Umani». Zanusi attacca pesantemente anche Cenni: «Il sindaco di Prato, al pari del suo collega di Pisa Filippeschi, di quello di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi, di Matteo Renzi continuano la loro campagna di odio, di sgomberi, di persecuzione nei confronti dei Rom». Intanto il portavoce di Opera Nomadi annuncia anche di voler scrivere al Governatore della Toscana Enrico Rossi per ribadire, ancora una volta, un'accusa molto pesante: " Le persecuzioni non conoscono più alcun limite. Non si riconoscono più gli esseri umani. Non si riconosce più la sofferenza umana, non si riconosce più il dolore. Non si riconosce più l'umanità».
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