Il Tirreno

Prato

Nasce Fresco in città: spesa a km zero e prodotti biologici

Maria Lardara
Nasce Fresco in città: spesa a km zero e prodotti biologici

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 PRATO. Le susine sono quelle di stagione e fresche di raccolto del Colombini di Lari, il pane è più gustoso con il condimento a base di olive e noci e farina rigorosamente bio della zona di Volterra, mentre la finocchiona di cinta senese ha il marchio dalla Tenuta Paganico del grossetano.  Per le massaie pratesi sta per arrivare un nuovo modo di fare la spesa dal contadino, ma in città. In un vero e proprio negozio che a giugno aprirà in via Fra' Bartolomeo (davanti al fioraio Iris), senza così "impazzare" in giro fra campagne e fattorie. «Fresco in città», progetto messo in piedi dai fratelli Lorenzo e Lucia Catalano (lei è un'agronoma, da anni impegnata nell'educazione ambientale) per avvicinare il contadino al cittadino, è pronto per sbarcare anche a Prato sulla scia delle esperienze fortunate di Livorno maturate prima e Firenze poi (nella zona dell'Isolotto). Primizie e bontà di filiera corta, produzioni a chilometro zero provenienti da coltivazioni biologiche e biodinamiche in terra di Toscana, si potranno così scegliere sugli scaffali di questo fondo di 150 metri quadri, sfitto da quattro anni e trasformato in un emporio di freschezza e roba genuina.  L'inaugurazione di "Fresco in città" è prevista entro giugno e qui troveranno casa anche due gruppi di Gas (Gruppi di acquisto solidale) da tempo in cerca di una sede fissa per le riunioni periodiche: dal locale di via Fra' Bartolomeo i fautori della spesa etica e sostenibile si ritaglieranno infatti una trentina di metri quadri.  Il progetto "Fresco in città" vuole essere appunto complementare alla rete dei Gas in un'ottica di collaborazione reciproca, sensibilizzando al consumo critico e all'economia solidale anche per chi, per motivi organizzativi, non può entrare nella rete dei Gas.  Almeno, questa è l'intenzione di Lorenzo Catalano che con sei soci pratesi sta mettendo in piedi una nuova cooperativa sociale, "Ethos" (LiberaMente è invece la cooperativa collegata al punto vendita fiorentino). L'inclusione e l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati è uno dei risvolti in chiave etica racchiusi nella filosofia di "Fresco in città". Nel negozio lavorerà infatti una persona con problemi di disagio, secondo la missione che caratterizza i fondatori di "Fresco in città" a Livorno e Firenze. E sono una cinquantina i produttori che riforniranno lo spazio di via Fra' Bartolomeo, quasi tutti toscani (ma per il "vero" parmigiano e per le arance invernali siciliane bisogna spostarsi fuori regione): per il momento, nella lista non compaiono aziende pratesi. «L'idea - annuncia Lorenzo - è di tenere aperto il negozio tre volte alla settimana, inizialmente partiremo con le ordinazioni di frutta e verdura, latticini, carne e insaccati ma in negozio saranno disponibili sempre prodotti sfusi freschi. Speriamo di ottenere a Prato la risposta positiva che abbiamo avuto a Livorno e Firenze».  E poi ancora, olio, vino, conserve sott'olio, farina, tisane, confetture, succhi di frutta, cracker, pasta e passata di pomodoro bio. «Organizziamo delle gite per conoscere le aziende e i loro metodi di coltivazione», spiega l'agronoma Lucia Catalano mentre è intenta a fare visita a un produttore a San Vincenzo. Le ordinazioni passeranno anche dalla vetrina di internet, con la possibilità di mettere sul carrello virtuale la spesa selezionata. A Firenze, tanto per capire come funzionerà, "Fresco in città" invia ogni lunedì agli iscritti (ci si registra in negozio) una mail informativa sui prodotti che vanno a comporre il paniere di fresco della settimana: entro martedì ci si prenota per la cassetta e tra venerdì e sabato si può passare a ritirare la spesa bio in negozio. Per info www.frescoincitta.it.

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