Sicurezza
«E' stato un matto» Parla il padrone dell'officina bruciata
Alessandro Pattume
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A destra Paolo Giuliani Sopra il furgone bruciato2 MINUTI DI LETTURA
MONTEMURLO. «Da qualche giorno c'è qualcuno che si diverte a dar fuoco a qualsiasi cosa». Così Fabrizio Tredici riflette sull'incendio che venerdì sera ha distrutto il furgone e quattro scooter parcheggiati davanti alla sua officina di via Ugo Foscolo. «Io sono da solo, lavoro dalla mattina alla sera - aggiunge - E' stato un matto, un vandalo. Un'altra spiegazione non riesco a trovarla».
«La porta del salotto si è mossa da sola e visto che non tirava un filo di vento, ho pensato al terremoto». Dilva Tredici abita di fianco all'officina del nipote e racconta con una certa apprensione quello che è successo venerdì sera intorno alle 22,40. «Poi mi sono affacciata al balcone, ho visto le fiamme che uscivano dagli scooter parcheggiati e sono scesa di corsa per chiamare Fabrizio - racconta - il tempo di attraversare la strada e tornare e le fiamme avevano attecchito anche sul furgone». Il furgone, Fabrizio Tredici non è riuscito a salvarlo. E non ha fatto in tempo nemmeno a prendere uno dei sei estintori che custodisce nell'officina. Tutto è andato in fumo, con fiamme alte anche paio di metri che hanno rischiato di propagarsi alle abitazioni vicine.
«Ho sentito il trambusto, ho aperto il portone di casa e mi sono bruciato una mano con la maniglia incandescente» racconta Paolo Giuliani, che abita proprio accanto all'officina, al piano terra. Le fiamme hanno sciolto la sua bicicletta, «bruciato una persiana, rovinato il portone di casa e pure il muretto che divide le due proprietà - spiega - il calore ha spaccato il marmo e crepato i mattoni». Vigili del fuoco e carabinieri hanno trovato accanto agli scooter bruciati un posacenere di bronzo, ma da qui a dire che sia una parte dell'innesco usato per appiccare il fuoco ce ne corre.
Due degli scooter erano in conto vendita, «roba da due o trecento euro» piega Tredici, mentre gli altri erano pronti per la consegna ai legittimi proprietari. A ripagarli, adesso, ci penserà l'assicurazione. L'officina è in via Ugo Foscolo dal 1956: un'azienda che può definirsi storica quella che la famiglia Tredici si tramanda da tre generazioni. «L'officina è qui da prima che venissero costruite le case di questa zona - racconta Dilva Tredici - e in tanti anni è la prima volta che ci succede una cosa del genere».
«La porta del salotto si è mossa da sola e visto che non tirava un filo di vento, ho pensato al terremoto». Dilva Tredici abita di fianco all'officina del nipote e racconta con una certa apprensione quello che è successo venerdì sera intorno alle 22,40. «Poi mi sono affacciata al balcone, ho visto le fiamme che uscivano dagli scooter parcheggiati e sono scesa di corsa per chiamare Fabrizio - racconta - il tempo di attraversare la strada e tornare e le fiamme avevano attecchito anche sul furgone». Il furgone, Fabrizio Tredici non è riuscito a salvarlo. E non ha fatto in tempo nemmeno a prendere uno dei sei estintori che custodisce nell'officina. Tutto è andato in fumo, con fiamme alte anche paio di metri che hanno rischiato di propagarsi alle abitazioni vicine.
«Ho sentito il trambusto, ho aperto il portone di casa e mi sono bruciato una mano con la maniglia incandescente» racconta Paolo Giuliani, che abita proprio accanto all'officina, al piano terra. Le fiamme hanno sciolto la sua bicicletta, «bruciato una persiana, rovinato il portone di casa e pure il muretto che divide le due proprietà - spiega - il calore ha spaccato il marmo e crepato i mattoni». Vigili del fuoco e carabinieri hanno trovato accanto agli scooter bruciati un posacenere di bronzo, ma da qui a dire che sia una parte dell'innesco usato per appiccare il fuoco ce ne corre.
Due degli scooter erano in conto vendita, «roba da due o trecento euro» piega Tredici, mentre gli altri erano pronti per la consegna ai legittimi proprietari. A ripagarli, adesso, ci penserà l'assicurazione. L'officina è in via Ugo Foscolo dal 1956: un'azienda che può definirsi storica quella che la famiglia Tredici si tramanda da tre generazioni. «L'officina è qui da prima che venissero costruite le case di questa zona - racconta Dilva Tredici - e in tanti anni è la prima volta che ci succede una cosa del genere».
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