Il dolore
Razzia nella sede di Publiacqua
Paolo Nencioni
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Il sopralluogo dei carabinieri nella sede di Publiacqua in via TargettiSvuotate tre casseforti. Furto di rame alla centrale idrica: arrestato un rom
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PRATO. Tre casseforti aperte e svuotate. Non ne hanno lasciata nemmeno una i ladri che la scorsa notte hanno compiuto il clamoroso furto nella sede di Publiacqua, in via Targetti. Il furto è stato scoperto ieri mattina alla riapertura degli uffici e denunciato ai carabinieri. Secondo una prima stima, il bottino è intorno ai 29.000 euro, oltre a un numero imprecisato di assegni e altri documenti.
In base agli accertamenti compiuti dai carabinieri, i ladri potrebbero essere entrati da un cancello accanto all'entrata del Fabbricone. Nessun allarme è scattato e così gli intrusi hanno avuto tutto il tempo per dedicarsi alle casseforti. Tutte e tre sono state forzate usando un "flessibile": le due a muro, per la cui apertura è necessario conoscere il codice, e quella più grande, una sorta di armadio blindato, che probabilmente si apre con una chiave. La sede di Publiacqua è abbastanza isolata, ma i ladri non hanno voluto correre rischi: per non far trapelare all'esterno la luce, che sarebbe apparsa immediatamente sospetta, hanno appeso ai vetri di una finestra alcuni progetti che almeno in parte hanno schermato il bagliore. Non è la prima volta che la sede Publiacqua finisce nel mirino dei ladri. Era accaduto anche nel primo fine settimana dell'ottobre 2009, quando fu messo a segno un furto in due tempi. Prima i ladri smurarono una piccola cassaforte a muro che conteneva la chiave di quella più grande, poi tornarono ad aprire la seconda, mettendo insieme un bottino di circa 14.000 euro. Ma quella di mercoledì è stata una notte davvero particolare per la società che distribuisce l'acqua. Poco prima di mezzanotte, infatti, un rom di 19 anni è stato sorpreso mentre tentava di rubare tubi e cavi di rame alla centrale idrica Falda 1 di via Toscana. L'allarme è scattato al servizio di sorveglianza di Firenze che ha mandato sul posto un dipendente. Il giovane, di cui non è stato reso noto il nome, è stato poi arrestato dalla polizia. Aveva già portato all'esterno parti meccaniche e cavi di rame per un totale di quasi un quintale.
In base agli accertamenti compiuti dai carabinieri, i ladri potrebbero essere entrati da un cancello accanto all'entrata del Fabbricone. Nessun allarme è scattato e così gli intrusi hanno avuto tutto il tempo per dedicarsi alle casseforti. Tutte e tre sono state forzate usando un "flessibile": le due a muro, per la cui apertura è necessario conoscere il codice, e quella più grande, una sorta di armadio blindato, che probabilmente si apre con una chiave. La sede di Publiacqua è abbastanza isolata, ma i ladri non hanno voluto correre rischi: per non far trapelare all'esterno la luce, che sarebbe apparsa immediatamente sospetta, hanno appeso ai vetri di una finestra alcuni progetti che almeno in parte hanno schermato il bagliore. Non è la prima volta che la sede Publiacqua finisce nel mirino dei ladri. Era accaduto anche nel primo fine settimana dell'ottobre 2009, quando fu messo a segno un furto in due tempi. Prima i ladri smurarono una piccola cassaforte a muro che conteneva la chiave di quella più grande, poi tornarono ad aprire la seconda, mettendo insieme un bottino di circa 14.000 euro. Ma quella di mercoledì è stata una notte davvero particolare per la società che distribuisce l'acqua. Poco prima di mezzanotte, infatti, un rom di 19 anni è stato sorpreso mentre tentava di rubare tubi e cavi di rame alla centrale idrica Falda 1 di via Toscana. L'allarme è scattato al servizio di sorveglianza di Firenze che ha mandato sul posto un dipendente. Il giovane, di cui non è stato reso noto il nome, è stato poi arrestato dalla polizia. Aveva già portato all'esterno parti meccaniche e cavi di rame per un totale di quasi un quintale.
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