La manifestazione
Etichetta d'origine, industriali perplessi
«E' un segnale ma modesto. La strada da percorrere è ancora lunga»
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PRATO. Reazioni a metà fra apprezzamento e delusione all'Unione Industriale Pratese per il nuovo regolamento Ue sull'etichettatura dei prodotti tessili circolanti all'interno dell'Europa, che di fatto introduce un sistema facoltativo di tracciabilità e rimanda al 2013 la valutazione di altri provvedimenti. «E' un segnale non privo di significato, visto che sancisce l'opportunità di una maggior trasparenza - commenta il presidente dell'Unione industriale pratese Riccardo Marini - ma di portata modesta viste le modifiche apportate al testo originario della proposta. L'eliminazione dell'obbligatorietà di indicazione dell'origine nei prodotti tessili provenienti dai paesi terzi depotenzia fortemente il provvedimento. L'introduzione di un sistema facoltativo di tracciabilità, pur con i suoi limiti e difetti, può rappresentare un piccolo successo sul piano del principio, ma lasciarne l'applicazione alla buona volontà significa allontanarlo dalla concretezza e dall'effettiva capacità di incidere sulle dinamiche del consumo e quindi del mercato». «Difficile stabilire se e quanto l'introduzione delle nuove regole agevolerà ulteriori evoluzioni nel tessile e negli altri settori: di fatto, ad oggi in Europa il traguardo della trasparenza circa l'origine dei prodotti è ancora molto lontano e con esso anche il diritto dei consumatori, che dovrebbe essere incontestabile». E intanto sul provvedimento si incendia la polemica politica dopo che l'europarlamentare pratese Morganti ha attaccato sul voto favorevole Pdl e Pd. Morganti ribatte con modi tipicamente leghisti. «All'Europarlamento bisogna avere la palle per difendere l'Italia dall'Europa dei burocrati», dice. «Non siamo abituati - continua - a svengerci all'Europa. Se il modo di far politica di Comi (Pdl) è quello di annuire a ogni decisione della commissione europea mi dispiace per lei, ma questo non coincide con la Lega»
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