Il Tirreno

Prato

LA CONDANNA

Eredità contesa Una sentenza a metà

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 PRATO. Quasi tutte le preziose opere d'arte, i mobili e le armature che adornano gli interni della villa in Giolica dove vive l'imprenditore tessile Franco Cerretelli sono di sua proprietà. C'è solo un trittico trecentesco, valutato 120 milioni di lire negli anni Novanta, che secondo il giudice monocratico Signorini non appartiene all'imprenditore. Per questo Cerretelli, difeso da Vincenzo Cristiano ed Eugenio Zaffina, è stato condannato ieri a sei mesi di reclusione (pena sospesa) con l'accusa di appropriazione indebita. E' l'esito di un processo intentato a Cerretelli dalla sorella della sua compagna, Eliana Franceschini, morta nel 1997. La sorella della defunta convivente dell'imprenditore ha sostenuto che gli arredi e le opere d'arte contenute nella villa erano in realtà di proprietà di Eliana, a cui sarebbero stati intestati con una scrittura privata. Cerretelli si è difeso sostenendo che tutto l'arredamento della villa era stato acquistato con soldi suoi, e in questo è stato sostenuto dal direttore della filiale Deutsche Bank presso la quale i conviventi avevano il conto corrente e da un altro testimone. Il giudice ha concordato su tutto, fuorché su quel trittico.

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