Il Tirreno

Prato

Pratese sessantasettenne a giudizio per una truffa all’Enasarco per oltre 56mila euro

Riscuote la pensione della morta

Pasquale Petrella
L’interno di una confezione
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L’interno di una confezione

Per quattordici anni ha nascosto il decesso della madre

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PRATO. La signora Agnese Tonini è deceduta il 4 gennaio del 1995 ma il figlio Alessandro Bruno Becagli, oggi sessantasettenne, avrebbe continuato a percepire la pensione della madre per quattordici anni prima di essere scoperto e denunciato dalla Fondazione Enasarco di Roma. E' questa l'accusa che gli viene contestata dalla procura di Prato dopo la denuncia fatta dalla Fondazione Enasarco che si è costituita parte civile con la speranza di riottenere i 56.123 euro che Becagli avrebbe indebitamente riscosso. Ieri mattina si è svolta la prima udienza del processo davanti al giudice Napolitano. A sostenere l'accusa il pm onorario Valentina SAnfelice mentre l'imputato era rappresentato e difeso dall'avvocato Tommaso Magni. Una prima udienza che è servita solo per incanalare il processo e rinviarlo ad altra data per la discussione. Secondo le indagini svolte dal sostituto procuratore della Repubblica Eligio Paolini che poi ha concluso con la richiesta di rinvio a giudizio di Alessandro Bruno Becagli, l'uomo non avrebbe comunicato alla Fondazione Enasarco il decesso della madre. Quest'ultima, ogni due mesi, si vedeva accreditare sul proprio conto corrente bancario la pensione di reversibilità del marito defunto, Sirio Becagli, che era iscritto alla Cassa di previdenza degli agenti e dei rappresentanti di commercio. Su quel conto corrente Alessandro Becagli aveva la delega a poter operare e per questo, secondo l'accusa, avrebbe continuato a gestire il conto negli anni anche dopo il decesso della madre. Più volte la Fondazione Enasarco avrebbe chiesto l'attestazione di esistenza in vita della donna che risultava ormai ultranovantenne finchè nel 2009 l'uomo avrebbe risposto affermando che la madre era deceduta il 28 agosto del 2008. Un riscontro richiesto all'Ufficio anagrafe del comune di Prato ha fatto scoprire alla Fondazione Enasarco la truffa. E da lì la denuncia ed il blocco del pagamento della pensione che comunque è finita sul conto della defunta gestito dal figlio, fino al gennaio 2009. Secondo il presidente pro tempore della Fondazione Enasarco, Brunetto Boco, sul conto bancario della signora Agnese Tonini sarebbero stati accreditati 56.123 euro dal momento in cui è deceduta e quindi non ne aveva più diritto a quando la truffa è stata scoperta e la pensione di reversibilità bloccata. La Fondazione Enasarco di Roma ieri mattina si è costituita in giudizio tramite l'avvocatessa Raffaella De Vico.

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