Attenzione
Palestra e spogliatoi fatiscenti e senza collegamento coperto
Eleonora Barbieri
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A destra in alto genitori davanti alla palestra Sopra il sindaco di Poggio a Caiano Marco Martini Denuncia di una mamma di Poggio a Caiano «I ragazzi quando fanno sport rischiano di ammalarsi»
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POGGIO A CAIANO. Palestra e spogliatoi senza collegamento coperto e servizi igienici fatiscenti. La descrizione corrisponde alle attrezzature sportive della scuola media Mazzei. La denuncia è della mamma di uno studente della secondaria di primo grado, Antonella Scardino, che ha deciso di scriverci a seguito di una lunga serie di segnalazioni, senza risposta, al Comune, alla Uisp e alla direzione didattica. La palestra in tensostruttura sorge su terreno comunale e nasce da un accordo con la Uisp che l'ha realizzata in cambio dell'uso degli spazi fuori dall'orario scolastico. Un contratto questo, che scadrà nel 2013. «Attualmente gli spogliatoi sono inutilizzabili - spiega la signora Scardino nella lettera - Già da circa un mese i ragazzi della scuola media per svolgere l'attività di educazione motoria sono costretti a partire dalle proprie abitazioni direttamente con la tuta senza avere la possibilità di portare un ricambio. Questo comporta che dopo un'ora di attività sportiva gli stessi studenti non hanno possibilità di cambiarsi, né di lavarsi né tantomeno togliere gli indumenti sporchi e sudati». «Tuttavia - prosegue - anche prima che fosse negato l'accesso agli spogliatoi di fatto non esisteva né esiste un collegamento fra la palestra e gli spogliatoi. Chiunque svolga attività sportiva - aggiunge - soprattutto nei mesi invernali esce da un ambiente caldo e passa a temperature rigide col rischio di ammalarsi». Nella lettera della cittadina vengono poi elencati una serie di riferimenti normativi sulla mancata schermatura dalle intemperie del passaggio tra palestra e spogliatoi e tra palestra e scuola che di fatto, secondo la denunciante, rendono fuori regola la struttura poggese. «Il dirigente scolastico - conclude la signora Scarlino -ha il dovere di assicurarsi che l'edificio sia idoneo per l'attività che deve svolgersi al suo interno». Il problema comunque, non è nuovo. Esiste sin dalla nascita di quella palestra. Risolverlo non sarà semplice: «Stiamo cercando di capire cosa si può fare - spiega il sindaco Marco Martini - ma non è facile perchè le risorse sono poche e le esigenze generali tante e poi esistono mille riferimenti normativi entro cui dobbiamo muoverci».
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