Il dolore
Area del vecchio ospedale, destino incerto
Giovanni Ciattini
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Massimo Carlesi Pd preoccupato anche per la viabilità legata alla nuova struttura
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PRATO. La seduta straordinaria del consiglio comunale dedicata alla sanità convocata per oggi alle 16, alla quale saranno presenti l'assessore regionale Daniela Scaramuccia, il direttore generale dell'As 4 Bruno Cravedi, il direttore della Società della salute Riccardo Poli, è stata l'occasione per il gruppo consiliare del Partito democratico di esporre alcune considerazioni su questioni ancora irrisolte. Nuovo ospedale. Il punto di partenza scelto dal capogruppo Massimo Carlesi non poteva essere che il nuovo ospedale: «Abbiamo effettuato un sopralluogo al cantiere. Ci è stato assicurato che la struttura sarà conclusa a fine 2012 e diventerà operativa nel settembre 2013. Tempi piuttosto vicini. Ciò che ci allarma è la viabilità di accesso ancora in alto mare. Occorre realizzare un sottopasso e una nuova strada. Serviranno circa 8 milioni e almeno un anno e mezzo di lavori. Vorremmo sapere dalla giunta a che punto siamo». Il macigno dei 43 milioni. C'è un accordo di programma siglato nel 2005 tra la Regione Toscana e il Comune di Prato che prevede, per la costruzione del nuovo ospedale, un contributo da parte dell'amministrazione comunale di 43 milioni con in cambio la cessione del vecchio ospedale, con l'esclusione di due edifici: la palazzina delle Medicine e quella delle Malattie infettive (50mila metri quadri). «Il sindaco Cenni finora non ha rispettato questo accordo - spiega Carlesi - e questo ha comportato l'impiego di risorse finanziarie del Fondo di rotazione regionale. Soldi che sarebbe stato utile impiegare per nuove strutture sanitarie a Prato». Carlesi ha aggiunto che se questi soldi non verranno versati, salvo nuovi accordi, la Regione Toscana potrebbe nominare un commissario ad acta per prelevare gli 8 milioni per i 5 anni previsti, direttamente dal bilancio comunale. Il destino dell'attuale area ospedaliera. «Nel piano strutturale in fase di elaborazione non c'è una parola su che cosa si intenda realizzare nell'area del vecchio ospedale e non sappiamo se e come verranno utilizzati gli edifici che resteranno all'Asl. Potrebbero, ad esempio, ospitare la nuova sede della Salute mentale, vista l'inadeguatezza di quella di via Torino. E visto che i due bandi di ricerca di immobili sono andati deserti. A quanto pare i pratesi preferiscono affittare i loro immobili ai cinesi». Strutture sanitarie intermedie. E' un'altra delle questioni che verrà sottoposta all'attenzione dell'assessore regionale Scaramuccia e del direttore generale Cravedi: «Sono necessarie perché complementari al nuovo ospedale ad intensità di cura. Ci stiamo preparando?». E poi altri temi caldi: i tagli del governo (160 milioni di euro), la quota pro capite insufficiente viste le migliaia di clandestini che vivono a Prato e che usufruiscono dei servizi sanitari («ma il ministero dell'Interno rimborsa l'Asl?» domanda Carlesi), la necessità di abbattere le liste d'attesa di diagnostica e chirurgia d'urgenza, la garanzia che le eccellenze pratesi (oncologia, oculistica, reumatologia, neonatologia), richiesta da avanzare all'assessore Scaramuccia, possano ulteriormente svilupparsi senza entrare in conflitto con altri centri ospedalieri regionali.
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