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Azienda-albergo e super produzione

Azienda-albergo e super produzione

Blitz in un immobile in via Cava: 15 le ditte cinesi, scoperti 170 posti letto

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PRATO. A mezzo tra una super azienda irregolare e un enorme residence abusivo. Naturalmente tutto "made in China". L'ultimo blitz del gruppo interforze in un capannone di 4.800 metri quadrati in via Cava, è probabilmente il più grosso degli ultimi tempi. Per numeri e forze impiegate. Il coordinamento è toccato alla questura, con la partecipazione della divisione amministrativa alla quale si sono aggiunti operatori dell'Unità edilizia e antidegrado della polizia muncipale. Poi personale del Corpo Forestale, Inps, Inail, Asl, Asm e Ispettorato del Lavoro per le verifiche sulla regolarità fiscale e contributiva, sul rispetto delle norme igieniche, urbanistiche e sui rifiuti. Insomma quasi un esercito composito, impegnato per ore nelle verifiche.  Tutto è cominciato nella parte centrale del fabbricato - l'ingresso principale- che era stata occupata da almeno quattro aziende produttive diverse - con alcuni cittadini extracomunitari al lavoro e subito controllati - separate ciascuna da pannellature di legno. Ma la "pesca grossa" la squadra l'ha messa a segno nelle altri ali del fabbricato. Una in particolare, ampia 500 metri quadrati, è risultata di proprietà di una società italiana, con contratto di locazione a favore della ditta cinese e la facoltà di concedere i locali in subaffitto. Possibilità sfruttata al massimo. Lo spazio è risultato diviso in nove ambienti con almeno 11 ditte cinesi diverse che lì lavoravano e non solo. Lo spazio era stato suddiviso per far dormire gli operai (sia vicino ai macchinari sia sui soppalchi) e attrezzato con cucine alimentate con bombole di gas.  Numeri da capogiro quelli messi nero su bianco alla fine del controllo. Complessivamente all'interno dell'edificio di via Cava sono stati trovati 115 posti letto nell'area lavorativa realizzati attraverso la costruzione di piccolissimi vani. Altri 55 posti letto sono stati scoperti nell'area destinatia agli uffici amministrativi. Totale 170 camerette: più di un albergo. Trovate e sequestrate 29 bombole di gas e 228 macchinari irregolari che hanno fatto scattare una sanzione di oltre 12mila euro. Super la produzione di tessuti. Nelle diverse ditte sono stati sequestrati in una 652 pezze per 45mila metri di tessuto complessivi, in un'altra 13.185 pezze per un totale di oltre un milione di metri lineari di tessuto dal peso di 470 chili.  Alto anche il numero di lavoratori clandestini scoperti. Su un totale di 68 persone trovate ai macchinari, 21 sono state accompagnate in questura per accertamenti e di queste 19 sono risultate irregolari e consegnate ai vigili in attesa delle procedure di espulsione. I tre titolari delle ditte per i quali i clandestini lavoravano sono state denunciate per sfruttamento della mano d'opera irregolare. Enorme il numero di sequestri: da quelli penali a quelli amministrativi. Imposta, infine, la sospensione dell'attività a quattro ditte nelle quali il personale dell'Ufficio del lavoro ha riscontrati lavoratori non in regola con il contratto. «Si tratta di una delle operazioni più vaste messe a segno negli ultimi mesi - commenta l'assessore alla Sicureza del Comune Aldo Milone - segno che i controlii sono utili e devono continuare incessantemente per raggiungere risultati». Secondo l'assessore nell'immobile di via Cava si erano radunati «tutti quei titolari di ditte e lavoratori regolari o irregolari ai quali, grazie ai controlli del gruppo interforze, sono stati sequestrati nei mesi i capannoni o gli appartamenti-dormitorio». Pare infatti che di immobili delle dimensioni di quello di via Cava e utilizzati per gli stessi fini, ce ne sia più di uno.

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