La manifestazione
CHIAMATA ALLE URNE
Il grande nemico da battere è l'astensione
W.F.
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CARMIGNANO. «Votare è un diritto e un dovere - sottolinea Manuel Carlesi - E spero davvero che quel 38 per cento di carmignanesi che cinque anni fa hanno disertato le urne stavolta ci ripensino: per chiunque decidano di votare». Dopo un'ora e mezzo a parlare di programmi, la domanda cade sulla scarsa affluenza al voto nel 2006, appena il 62 per cento: duemila voti in meno (il 25%) rispetto al 2001. Un problema per il centrodestra, che di voti ne perse parecchi. Un problema per tutti. «Siamo scesi in campo per questo. Ma non è facile vincere una sfiducia che sembra davvero aver preso campo: soprattutto tra chi votava centro destra - confessa Mauro Pancrazi - La frase più ricorrente è: tanto siete tutti uguali". Qualcuno usa facebook, c'è chi ha messo il programma su internet. Ma la campagna elettorale migliore rimane quella "vecchio stile", fatta di contatti personali, incontri in piazza e chilometri di strade fatte anche a piedi, porta a porta. «Se la gente non vota la colpa è un po' di tutti: di chi governa e di chi siede all'opposizione - dice Vito Tarantini - Difficile dire cosa succederà, ma l'interesse è cresciuto. In fondo l'antipolitica ce l'ha con i costi della politica, ma nei piccoli comuni come Carmignano chi siede in giunta o in consiglio comunale non ha grandi stipendi: è solo passione e senso civico. E si vota per il Parlamento in un modo e per il Comune in un altro». Annuisce Doriano Cirri: «Al di là delle critiche c'è un riconoscimento diffuso per il lavoro svolto. E c'è voglia di partecipare. Il nostro programma l'abbiamo scritto coinvolgendo un centinaio di persone».
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