Il Tirreno

Prato

I Piacenti a Cuba per ridare lustro alla chiesa Belén

Maria Lardara
I restauratori Giammarco e Marcello Piacenti, in alto la chiesa Belén di Cuba
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I restauratori Giammarco e Marcello Piacenti, in alto la chiesa Belén di Cuba

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 PRATO. Pratesi a Cuba. E non è per turismo. E' per Belén, che niente a che vedere con il sogno femminile di tanti uomini. La missione è seria e Belén in spagnolo significa Betlemme, natività. E' anche il nome della chiesa sconsacrata, annessa a un vecchio convento, una delle eredità dell'architettura coloniale nella Cuba del leader maximo. Tornerà a brillare questa meraviglia dell'Avana vecchia, capitale trasformata in un cantiere a cielo aperto per i numerosi interventi sui palazzi storici risalenti all'epoca della colonizzazione spagnola. E non potevano mancare loro, i professionisti nostrani della Restauri Piacenti che hanno viaggiato mezzo mondo salvando gioielli artistici e architettonici consumati troppo spesso dall'incuria umana e dall'orologio del tempo. Quello riportato dall'Avana da Giammarco Piacenti, presidente della Piacenti spa, è un vero e proprio bollettino di guerra: tanti edifici di pregio (tra cui il celebre palazzo Bacardi) rischiano il crollo senza un'adeguata opera di restauro.  Con il recupero della chiesa di Belén l'equipe della ditta Piacenti è giunta a metà dell'opera: non prima di due anni sarà restituito l'antico splendore alla cripta e il cantiere allestito laggiù dallo stesso Piacenti e da due giovani assunti, l'architetto Alessio Bruni e la laureanda Lara Cutini, si è fermato per alcune difficoltà burocratiche. «Ma la collaborazione con la Sovrintendenza dell'Avana prosegue anche a distanza in attesa di poter tornare presto a Cuba», fa sapere Giammarco Piacenti. La sfida cubana per la Piacenti spa è ambiziosa: la realtà pratese è entrata nelle grazie dell'Oficina del Historiador de la ciudad, l'istituzione culturale principale della perla caraibica.  «Sono andato personalmente a Cuba, dove ho presentato l'azienda e partecipato a importanti convegni a tema. Alla cultura ci tengono, ma il problema quando si parla di restauro di beni architettonici è la mancanza di materiali e tecnologie adeguate, oltre alla formazione degli operatori. Per questo il nostro progetto prevede, oltre alla direzione operativa dei lavori e al supporto nella fase progettuale, anche la formazione delle professionalità».  L'impegno dunque è duplice: non solo dunque recupero della chiesa ma anche un lavoro gomito a gomito con gli studenti cubani di architettura per trasmettere loro i segreti dell'arte del restauro. Per il piccolo impero guidato da Giammarco Piacenti, alle spalle una serie di incarichi prestigiosi (dalla commessa degli Uffizi al restauro di Villa Berg a Mosca, oltre a interventi in Turchia, Carelia e Cina), lo sbarco a Cuba vuole essere il trampolino di lancio per altre collaborazioni in America, al di là delle soddisfazioni economiche. Che tardano ad arrivare. «Laggiù - lamenta Piacenti - i pagamenti delle ditte straniere hanno tempi lunghi. Ma il valore di questa esperienza cofinanziata in proprio è quello di aprire per noi un bacino di lavoro interessante».

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