Il Tirreno

Prato

«Regia al tavolo di distretto»

Ambra Giorgi
◗
Ambra Giorgi

Giorgi fa il punto dopo i tre giorni di forum sul lavoro

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Lavoro al centro. «E con la rivitalizzazione del tavolo del distretto. Il luogo vero della concertazione». La vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi, fa il punto a conclusione delle tre giornate dedicate al forum su sviluppo e lavoro. La proposta lanciata dalla vicepresidente è quella di un nuovo patto della città per rilanciare il distretto. Ma attraverso una dinamica precisa. «Mi sono rifatta - spiega Giorgi alle parole del sociologo Carlo Trigiglia che ha parlato, in questa fase, di assenza di leadership a Prato. Ecco, secondo me - continua - la cabina di regia per individuare nuove forme di lavoro e di sostegno alle imprese vede il ruolo centrale del tavolo di distretto». Che fino a qualche tempo fa «faceva cose importanti - ricorda Giorgi - come l'organizzazione della manifestazione "Prato non deve morire" o gli accordi per far arrivare sul territorio i 25 milioni del governo» ma che oggi, secondo l'amministratrice, ha perso un po' della sua funzione. «Soprattutto - è la critica - chi siede al tavolo partecipa per il ruolo che ha ma raramente ci mette qualcosa di più». Ed è proprio quel "di più" che la Provincia vuole recuperare. «Partendo dal lavoro - dice - mettendo a confronto idee vere, concrete e pensando come attuarle. Se non si potranno realizzare tutte si comincerà da quel che si può fare. Ma capito in profondità e condiviso». A raccolta, Ambra Giorgi, non chiama solo le istituzioni «ma tutte le parti sociali della città, dai sindacati, agli imprenditori, agli artigiani. Senza i quali nulla si può fare. Mi riferisco, per esempio, alla proposta della Provincia di avviare percorsi di stabilizzazione lavorativa per i giovani con i contratti di inserimento. Per attuarli c'è bisogno dell'impegno concreto di imprenditori e sindacati. La Provincia, in questo caso specifico, può avere esclusivamente un ruolo di mediazione e regia». Giorgi ribadisce anche il valore del Creaf, il centro di ricerca e alta specializzazione, che stenta a partire nonostante le decine di milioni investiti. E promuove uno dei progetti della Regione che all'interno del Creaf vorrebbe un centro di ricerca ma collegato all'università cinese. «La mia opinione è che si debba raccogliere la sfida e andare a vedere - dice Giorgi - Certo, sarà necessario capire bene in quali forme questa collaborazione possa concretizzarsi ma senza escluderla a priori». «Credo molto poco a chi dice - continua - che i cinesi potrebbero rubarci il nostro patrimonio di conoscenze nella relizzazione dei tessuti, perchè sono convinta che i pratesi non siano degli sprovveduti. Semplicemente non ci faremo scippare proprio nulla. Inoltre avremmo certamente un guadagno ad avviare un dialogo con cinesi con titoli di studio alti che potrebbero anche aiutare a far crescere il livello culturale della comunità cinese locale, facilitando processi di scambio e integrazione». Ma prima - secondo Giorgi - è necessario conoscere. «Per questo - conclude - la Provincia avvierà un'indagine per capire esattamente il fenomeno immigratorio pratese e le sue dinamiche attuali. Non si può continuare ad andare avanti con preconcetti e frasi fatte». C.O.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze