Il Tirreno

Prato

Profughi la città difende il vescovo

Il vescovo Gastone Simoni
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Il vescovo Gastone Simoni

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PRATO. Sono in difesa del vescovo le reazioni alla manifestazione dei disoccupati legati a La Destra che ieri hanno collocato sulla Villa del Palco uno striscione critico verso l'apertura di Simoni ai profughi libici. «Ho una figlia disoccupata. E pure una moglie. E da solo ce la faccio male. Ma non mi metto a fare una stupida guerra tra poveri. Ne mi metto a contestare la Chiesa che fa esattamente una delle cose che da sempre ha fatto e per la quale non è criticabile» E' l'opinione di Massimo Calissi. «Chi è più bisognoso dei bisognosi? - continua - Solo quelli italiani? Perché la Chiesa ha da funzionare solo per gli italiani?».  E di «profonda tristezza» parla Luca Soldi. «La cosa oltre che profondamente sbagliata - scrve - mi è sembrata anche frutto avvelenato di questi tempi che vogliono che ognuno pensi a se stesso. Chi dovrebbero essere i veri cristiani e quale insegnamento dovrebbero dare se non quello avvicinare tutti ad una società che vada oltre il raggiungimento della soddisfazione personale?» E conclde: «Il vescovo sicuramente vorrebbe aiutare tutti ma ha il compito atrettanto importante di riisvegliare in tutti noi quei sentimenti ormai sopiti che addormentano le coscienze e fanno comodo per tenere alimentate le guerre fra poveri».

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