Finanza
Omicidio-suicidio? Ora è un giallo
Pasquale Petrella
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I militi della Misericordia portano via i corpi, a sinistra Desirè Zumia e Giuseppe Milazzo L'uomo era ferito alla mano, forse si è difeso. Escluso che la bambina abbia visto
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PRATO. Omicidio-suicidio? Sì, forse. A distanza di quarantotto ore dalla tragedia avvenuta venerdì mattina nella camera da letto al terzo piano del terratetto in via Firenze 123, le certezze ipotizzate in un primo momento, sembrano vacillare. Tanti i punti da chiarire per definire la dinamica di quanto è accaduto fra Giuseppe Milazzo e la moglie Desirè Zumia. E proprio per cercare di mettere in ordine il puzzle di quei tragici e mortali minuti, oggi pomeriggio, il dottor Brunero Begliomini, effettuerà l'autopsia sulle due salme. Ma perchè sono sorti dei dubbi? Il primo elemento nasce dalla presenza di alcune ferite sulla mano destra del trentottenne, di cui una profonda al pollice. Ferite che vanno esaminate attentamente per capire se sono state provocate durante la furia nell'infliggere le pugnalate oppure in un gesto di difesa. E se fosse vero questa seconda ipotesi ecco che la prima verità prospettata verrebbe rovesciata: potrebbe essere stata la donna a colpire per prima il marito durante l'accesa discussione e poi essere stata disarmata e uccisa in una reazione di rabbia. E' una modalità quest'ultima che il medico patologo dovrebbe riuscire a delineare con una certa facilità analizzando la caratteristica di ciascuna ferita. Il coltello, posto sotto sequestro, verrà analizzato dalla scientifica per cercare le eventuali impronte digitali. Anche in questo caso la presenza delle impronte solo dell'uomo o di entrambi potrebbe rivelarsi significativo per far pendere la bilancia su una o l'altra delle ipotesi della tragedia. Gli investigatori hanno escluso che la figlioletta di quattro anni presente nell'abitazione al momento della tragedia possa aver assistito o aver visto, anche in un secondo momento i corpi dei due genitori morti. Una certezza che nasce dal fatto che l'uomo dopo aver colpito la moglie è sì sceso a piano terra e la figlia lo ha sicuramente visto macchiato di sangue perchè è stata la prima cosa che ha detto quando ha aperto la porta ai carabinieri, ma in camera non è entrata perchè Giuseppe Milazzo dopo essere sceso a piano terra, per vedere un'ultima volta la figlia o semplicemente per prendere il telefono col quale ha chiamato i carabinieri per denunciare che la moglie era morta, è risalito in camera ed ha messo un mobiletto davanti alla porta. Mobiletto che i carabinieri hanno dovuto spingere con forza per poter entrare. Elemento che esclude al cento per cento la possibilità che la bimba possa aver visto la madre dissanguata. E, in quella camera da letto i due corpi erano per terra, con lei che aveva un lenzuolo avvolto sull'addome, forse per tamponare il sangue, ma con la gola squarciata. Lì, il fendente mortale. E lui accanto, agonizzante, con un foro all'altezza del cuore. Un foro autoprovocato o subito? Il sostituto procuratore della Repubblica, Roberta Pieri, ha parlato a lungo ieri mattina col dottor Begliomini: l'autopsia dovrà sciogliere tutti i dubbi. Il terratetto nel frattempo è stato posto sotto sequestro. La scena del crimine è rimasta come trovata dagli investigatori perchè, qualora ce ne fosse bisogno, potrebbe essere effettuato un nuovo sopralluogo per riprodurre, anche grazie alla tecnologia, la scena e la dinamica di quanto accaduto fra l'operaio della Titanofil e la commessa della gioielleria Stroili nel centro commerciale dei Gigli.
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