Il Tirreno

Prato

Azzurri divisi e arrabbiati

Il sindaco Roberto Cenni
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Il sindaco Roberto Cenni

Fronda contro la giunta, sulle nomine scontro tra coordinatori

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PRATO. Divisi e arrabbiati. La compagine Pdl in Comune è entrata in fibrillazione. Tanto che nell'ultima riunione preconsiliare - prima cioè del consiglio comunale - pare siano volati gli stracci. Una fetta del partito di maggioranza in Comune ha criticato aspramente la manovra finanziaria - non è piaciuta, dopo tante lagnanze per le casse vuote, la scoperta di un avanzo di amministrazione di quasi 5 milioni di euro - ed è la stessa minoranza che accusa la giunta di avere poche idee e di attuarne anche meno. Insomma una fronda interna piuttosto vivace sostenuta in parte dai consiglieri vicini ad Alberto Magnolfi, in parte da alcuni ex An supportati però, nelle perplessità sulla gestione Cenni, da un'insoddisfazione strisciante e diffusa.  Momento politico difficile.

Tanto più in vista della tornata di nomine che da qui a qualche giorno il Comune farà. Ed è un ulteriore punto di contrasto. Forte e per ora irrisolto. Perchè proprio sul "dove mettere chi" si confrontano - e spesso di scontrano - le due personalità forti del partito: il coordinatore Riccardo Mazzoni e il coordinatore vicario Filippo Bernocchi. L'ultima partita, in ordine di tempo, che li vede nettamente divisi sulle scelte da fare, è quella della successione a Carlo Longo alla presidenza di Gida, l'azienda partecipata per la depurazione delle acque industriali e civili, il cui consiglio di amministrazione è scaduto il 30 aprile scorso.

La prima assemblea era stata convocata per il 28 aprile poi rinviata a data da destinarsi. Fino a 24 ore fa l'appuntamento non era stato ancora fissato. Bernocchi una riconferma di Longo non la vedrebbe male. Mazzoni qualche perplessità in più ce l'ha. Il fatto è che Longo, presidente anche della Camera di commercio, con ogni probabilità lascerà la poltrona di Gida "sua sponte" con la motivazione che il mandato iniziale era di un anno e che la presidenza assunta aveva un'impronta istituzionale.

Un arrivederci che però non dovrebbe dispiacere più di tanto nemmeno agli industriali la cui intenzione - per la quota parte di imprenditori di nomina Uip (quattro con la vicepresidenza) - è di rimettere nel cda una task force di Progetto acqua.  A scadenza ravvicinata anche le nomine comunali nell'Ato acqua (assemblea fissata per martedì prossimo, tre nomine per il Comune tra le quali il presidente, pro tempore Armando Risaliti) e l'Ato rifiuti (una nomina nel cda, uscente Camilla Curcio, vicepresidente).

Questioni ancora apertissime, par di capire. Per l'Ato acqua il Pdl aveva proposto tempo addietro il nome di Aurelio Biscotti che provocò uno sbarramento di fuoco insuperabile nel centrosinistra. Biscotti venne poi indicato, sempre dal partito, come papabile per Gida. E potrebbe esserlo ancora.

Tutto sta vedere se sarà di gradimento anche al sindaco Roberto Cenni. Altro motivo di lagnanze: una parte del Pdl accusa Cenni di non tenere in sufficiente considerazione i partiti che l'hanno condotto sullo scranno più alto delle città. Una "civicità" più che altro immaginata - è il ragionamento - che comincia a creare insofferenza.

Sull'Ato rifiuti invece si sta valutando una possibile soluzione istituzionale. Si tratta, comunque, in entrambi i casi, sia per l'Ato acqua sia per l'Ato rifiuti, di nomine a termine visto che gli ambiti territoriali resteranno giusto il tempo di dare avvio, senza gli scossoni che un commissario provocherebbe, alle gare pubbliche che metteranno sul mercato - come prevede la legge nazionale - i rispettivi servizi.  Al panorama delle nomine mancano altri due enti: Firenze Fiere e Pin. Ed è su quest'ultimo che una certezza esiste: la parte universitaria spinge per la riconferma di Maurizio Fioravanti, attuale presidente. Una personalità non sgradita nemmeno al Comune.

Se battaglia ci sarà per collocare un uomo vicino ai partiti, sarà sull'ulteriore nomina in capo al Comune. Infine Firenze Fiere. Sono due le poltrone che spettano in quote uguali alla Camera di Commercio e al Comune: uno per ciascuno. In pole, per il 50% di competenza comunale, il nome di un industriale.

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