La manifestazione
Lei faceva colazione in cucina, loro morivano nella sua cameretta
Sola con i genitori morti
Quattro anni, ha aperto la porta ai carabinieri
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PRATO. Così piccola davanti a una prova enorme. C'è solo lei come "testimone" dell'omicidio suicidio di Giuseppe Massimo Milazzo e di Desirè Zumia. Un bambina che a neppure quattro anni ha dovuto vivere un'esperienza drammatica per qualsiasi adulto. C'era lei nell'appartamento di via Firenze quando i coniugi hanno litigato. Quando il babbo ha ucciso a coltellate la moglie e quando a sua volta si è ammazzato. Secondo gli inquirenti la piccola però non avrebbe visto niente. La bambina si è alzata presto come ogni mattina. La mamma l'ha vestata. Ai piedi dei sandalini rosa. In cucina la tavola era già apparecchiata con le cose per la colazione. Lei stava mangiando quando è accaduta la tragedia proprio nella sua cameretta. Ci sono dei minuti in cui è rimasta sola e si è dovuta comportare da adulta. Proprio come quando ha aperto la porta ai soccorritori prima che i vigili del fuoco forzassero la serratura. Ieri a prendersi cura della piccola sono stati in tanti. I vigili del fuoco che le hanno fatto indossare la loro casacca, i carabinieri che l'hanno coccolata come una figlia e poi i parenti, gli zii, i nonni, che per tutto il pomeriggio sono arrivati a Prato. Dalla loro terra d'origine, la Sicilia, ma anche dalle città dove i giovani sono emigrati: Vicenza, Bologna, Bolzano. E' stata serena tutto il giorno. Niente ha fatto pensare che avesse vissuto un trauma. Ma solo gli psicologi in futuro potranno capire se ha rimosso o se davvero non ha visto nulla. I.R.
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